Lo studio di Persistent Market Research sull’enoturismo: Europa leader con le destinazioni iconiche di Italia, Francia e Spagna grazie a solidi sistemi normativi come le certificazioni DOP e IGP. L’Asia-Pacifico in forte crescita

C’è un trend che sembra non conoscere battute di arresto nel mondo del vino ed è quello dell’enoturismo. Coinvolge, ovviamente, anche l’Italia, considerando che sono oltre 138 milioni i turisti che hanno visitato il Belpaese nel 2025 per 3,1 miliardi di euro di fatturato derivante da questa voce per le aziende vinicole italiane, cifra che è il 21% del contributo medio al fatturato aziendale, secondo un report by Nomisma, realizzato in partnership con UniCredit e Vinitaly e in collaborazione con Città del Vino.

Numeri destinati a crescere ulteriormente, a livello internazionale, secondo la fotografia scattata da Persistent Market Research, società specializzata nelle ricerche di mercato, che prevede che il mercato globale del turismo enologico raggiungerà un valore di 57,4 miliardi di dollari nel 2026 per arrivare a 138,4 miliardi di dollari (119,7 miliardi di euro, ndr) entro il 2033 con un tasso di crescita annuo composto (Cagr) del 13,4% tra il 2026 e il 2033.

L’aumento del reddito disponibile e la crescente preferenza per i viaggi esperienziali, del resto, stanno alimentando la domanda di visite immersive ai vigneti, degustazioni ed esperienze culturali: non sorprende, pertanto, che dal 2020 al 2025 ci sia stata una crescita del mercato pari al 12,3%.

L’Europa è leader nel mercato del turismo enologico con una quota di circa il 42% nel 2025, trainata da destinazioni iconiche come Bordeaux, la Toscana e la Rioja, che attraggono un forte flusso di visitatori internazionali.

La crescita dell’Asia-Pacifico

La zona con la più rapida crescita è, però, quella dell’Asia-Pacifico che nel 2025 ha toccato una quota di mercato del 32%, sostenuta da un Cagr del 15,2%, trainata dalla crescente domanda della classe media e dall’espansione delle infrastrutture per l’enoturismo. Le degustazioni ed i tour del vino dominano la categoria delle esperienze con una quota del 52% nel 2025, e continuano ad attrarre in quanto offrono un accesso diretto ai vigneti, esperienze in cantina e interazioni guidate con i produttori di vino.

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Il ruolo di infrastrutture e accessibilità

L’enoturismo viene favorito anche dallo sviluppo nelle infrastrutture e nell’accessibilità alle cantine da parte dei turisti (anche se non mancano le difficoltà e, di riflesso, le potenzialità per crescere ancora, come dimostra lo scenario italiano, ndr). “Regioni consolidate come la Toscana e Bordeaux – afferma il report – stanno migliorando l’accessibilità grazie a reti di trasporto più efficienti e investimenti nel settore dell’ospitalità, aumentando la comodità per i visitatori e la qualità complessiva dell’esperienza. Lo sviluppo delle infrastrutture, tra cui i collegamenti ferroviari, le piste ciclabili e le strutture ricettive nelle aziende vinicole, sta aumentando il tempo di permanenza dei visitatori e consentendo un’offerta diversificata. Questi miglioramenti permettono alle regioni di gestire maggiori flussi turistici, promuovendo al contempo esperienze integrate come itinerari enogastronomici, turismo culinario e tour del patrimonio culturale, supportando così una crescita sostenuta del mercato e la competitività della destinazione”.

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Il ruolo delle Indicazioni Geografiche

L’Europa è leader nel mercato dell’enoturismo (42% nel 2025), grazie a destinazioni iconiche come Bordeaux, Toscana, Rioja, Valle della Mosella (ed ovviamente non solo, ndr). L’attrattiva di queste regioni è dovuta a tradizioni vitivinicole secolari, paesaggi di grande valore culturale e un forte afflusso di turisti internazionali. Francia, Italia e Spagna rimangono protagoniste, offrendo esperienze enologiche diversificate, che spaziano da lussuosi tour di châteaux a percorsi enogastronomici rurali. L’Europa, sottolinea lo studio, continua a mantenere la sua leadership grazie a solidi sistemi normativi come le certificazioni DOP e IGP, che garantiscono uniformità qualitativa e fiducia dei consumatori.

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Fonte: Wine News.it