La Nocciola Piemonte IGP affronta una forte crisi produttiva causata da cambiamenti climatici, siccità e fitopatie: ricerca, innovazione e tecniche sostenibili al centro del confronto della filiera corilicola piemontese.

Dai 18 quintali per ettaro nel 2014 a poco più di 6-8 quintali per ettaro delle ultime annate. La crisi della nocciola piemontese sta tutta in questi numeri. Fino al 2020 il comparto corilicolo regionale ha garantito produzioni soddisfacenti, sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo. Negli ultimi tre anni, però, molte aziende si sono trovate ad affrontare una situazione estremamente difficile, caratterizzata da un drastico calo della produzione che, in alcuni casi, ha raggiunto punte del 90%. Si tratta di un fenomeno complesso e multifattoriale, determinato dall’azione congiunta di diversi fattori ambientali e dalla recrudescenza di nuove e vecchie fitopatie.

I numeri del mercato

Le cause principali della crisi sono gli eventi meteorologici estremi e i periodi di siccità abbinati a temperature elevate. Questo provoca una caduta dei frutti prima del periodo di raccolta. Meno prodotto, spesso attaccato da malattie e parassiti, si traduce in un’impennata dei prezzi e nella difficoltà di un mercato che in Piemonte fattura quasi 80 milioni di euro l’anno e coinvolge 8 mila aziende agricole su circa 30 mila ettari. Così, dopo la corsa degli ultimi anni a estendere la produzione, ora il comparto si trova a dover affrontare ritardi nel miglioramento delle tecniche produttive insieme all’impatto globale dei cambiamenti climatici.

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Particolarmente partecipato il talk «La Nocciola Piemonte Igp e la Nocciola Piemonte Igp delle Langhe: prodotti di eccellenza, risorsa e valorizzazione di un territorio», organizzato da Confagricoltura Cuneo con il contributo della Regione e del nuovo brand «PiemonteIS – Eccellenza Piemonte». Il confronto ha messo al centro il valore strategico di un prodotto certificato Igp, riconosciuto come elemento distintivo dell’eccellenza piemontese e strumento fondamentale per la promozione e la valorizzazione del territorio.

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Fonte: La Stampa.it