Il Dipartimento per il Commercio americano accoglie le obiezioni del nostro governo e della Commissione UE. Cancellate le tariffe doganali al 91,7% sui maccheroni tricolori
Buone notizie per la pasta italiana. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha accolto definitivamente le obiezioni del nostro governo e della Commissione europea che avevano fatto opposizione ai dazi antidumping introdotti dagli Usa lo scorso mese di settembre.
Una misura particolarmente penalizzante per i nostri pastifici: per maccheroni e spaghetti di 13 marche scattava una tariffa doganale del 91,74% che sommata al dazio generale del 15% avrebbe portato il prelievo al 105%.
La scure non scattava per tutti i produttori made in Italy. L’elenco diffuso dalle autorità Usa comprendeva oltre a Barilla, La Molisana, Rummo, Sgambaro e Garofalo, anche Agritalia, Aldino, Antiche Tradizioni di Gragnano, Milo, Pastificio Artigiano Cav. Giuseppe Cocco, Pastificio Chiavenna, Liguori, Tamma.
Incredibilmente, secondo l’amministrazione statunitense, questi tredici produttori avrebbero esportato la pasta in dumping, vale a dire a prezzi molto più bassi di quelli praticati sul mercato italiano. Un differenziale, che secondo il Dipartimento del Commercio Usa giustificava il dazio del 91,74%.
Ieri è arrivata la decisione finale dell’amministrazione americana che «riconsidera in misura significativa l’entità dei dazi provvisori antidumping resi noti il 4 settembre scorso», comunica il nostro Ministero degli Esteri in una nota. Il taglio delle tariffe doganali non è uguale per tutti i pastifici.
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Fonte: Libero


