L’effetto dei dazi e imitazioni per formaggi e vini del Novaresi. Auricchio, Consorzio Gorgonzola DOP: favorevoli a accordi di libero scambio, accelerare sul Mercosur.
Il rapporto tra il mondo agroalimentare e gli Usa è ai minimi. «Sostengono di essere nostri alleati, ma ci stanno strangolando», attacca Antonio Auricchio, presidente del Consorzio per la tutela del Gorgonzola DOP. Lo scorso anno fino a novembre sono state vendute agli americani quasi 342 tonnellate di erborinato per un valore di 2,8 milioni di euro. In base ai dati forniti dall’ente, rispetto al 2024 si è registrato un calo del 4,1% in termini di quantità e del 7,1% di valore. Anche il prezzo al chilo è sceso a quota 8,24 euro (-3,1%). «Il problema non è solo il dazio al 15% – insiste Auricchio, che è anche presidente dell’associazione Afidop -. Ancora di più, incide la debolezza del dollaro. Nonostante tutto, Trump continua a sparare fuochi d’artificio per tentare di portare a casa qualcosa. Ora si è messo a fare i giochetti con l’Argentina».
Il riferimento è all’accordo commerciale siglato tre settimane fa dal presidente Usa con il suo omologo sudamericano Milei. L’asse prevede aperture tariffarie su numerosi prodotti e l’impegno a non limitare l’uso di denominazioni considerate generiche negli Stati Uniti, come il Gorgonzola, in aperto contrasto con i propositi di tutela dell’intesa Ue-Mercosur.
«Io sono sempre favorevole agli accordi di libero scambio – premette Auricchio – e anche per questo mi arrabbio quando si tira lungo sul Mercosur. Lo stesso accade quando negli Usa vedo il “loro” Gorgonzola. Sulle etichette non c’è scritto DOP, va bene, ma chi sa distinguerle? Tra i consumatori c’è poca consapevolezza in Italia, figurarsi in America. Eppure là i caseifici lo producono addirittura con latte di capra, mentre utilizzano quello di vacca per quello che chiamano Romano cheese. In Argentina si fa il Reggianito. Ci scopiazzano approfittando della mancata protezione dei nostri marchi. Il Gorgonzola DOP è tutelato in oltre 90 Stati. Lì no purtroppo».
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Fonte: La Stampa.it


