Vino, l’Unione Europea vara la riforma: il Consiglio adotta il Pacchetto Vino per modernizzare il settore e favorire l’innovazione tecnologica. Fondi fino all’80% per la transizione verde e debutto ufficiale per i vini dealcolati e le etichette digitali.
L’Unione Europea ridisegna il futuro della propria filiera enologica per rispondere con maggiore forza alle sfide della crisi climatica e ai mutamenti nei consumi globali. Il Consiglio ha adottato un nuovo regolamento che introduce un quadro politico modernizzato, concepito per sostenere un comparto vitivinicolo più competitivo, resiliente e orientato all’innovazione. Le misure approvate mirano a trovare un equilibrio più solido tra domanda e offerta, semplificare gli oneri burocratici, armonizzare le pratiche di etichettatura e dare nuovo ossigeno alle economie rurali attraverso lo sviluppo dell’enoturismo.
È quanto emerge dal comunicato ufficiale diffuso oggi dalle istituzioni comunitarie, il quale sottolinea come il provvedimento sia giunto alla ratifica definitiva in meno di un anno dalla proposta iniziale della Commissione. “Adottando oggi il regolamento sul settore vitivinicolo, il Consiglio e gli Stati membri dimostrano ancora una volta di ascoltare attentamente le preoccupazioni degli agricoltori e di essere pronti a intraprendere azioni efficaci per affrontarle”, ha commentato Maria Panayiotou, Ministro dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e dell’Ambiente della Repubblica di Cipro. Secondo l’esponente governativa, la rapidità della cooperazione con il Parlamento Europeo assicura che il settore possa beneficiare delle nuove norme già a partire da quest’anno.
EQUILIBRIO TRA PRODUZIONE E MERCATO
La fotografia scattata dal nuovo accordo mette in primo piano la necessità di allineare la produzione alle reali richieste del mercato. Per prevenire l’eccesso di offerta e mantenere la stabilità dei prezzi, gli Stati membri avranno la facoltà di sostenere misure specifiche come l’estirpazione delle viti in eccedenza. Una novità significativa riguarda il regime dei diritti di impianto: è stata eliminata la data di scadenza definitiva, sostituendola con un periodo di revisione decennale che garantisce maggiore flessibilità nella pianificazione dei vigneti.
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NUOVE CATEGORIE: VINI DEALCOLATI E A RIDOTTO TENORE ALCOLICO
Per intercettare le nuove preferenze del mercato e le tendenze salutistiche, il regolamento definisce ufficialmente la terminologia per i vini a ridotto o nullo contenuto di alcol. Il termine “analcolico” o “senza alcol” sarà riservato ai prodotti con una gradazione inferiore allo 0,5%, mentre la dicitura “0,0%” potrà essere utilizzata solo per le bevande sotto lo 0,05%. Per quanto riguarda i vini a ridotto contenuto alcolico (superiori allo 0,5% ma con una gradazione inferiore di almeno il 30% rispetto allo standard), la nuova designazione ufficiale sarà “a ridotto tenore alcolico”, sostituendo la precedente proposta di “alcohol-light”.
FLESSIBILITÀ PER L’EXPORT E SVILUPPO RURALE
Un capitolo rilevante della riforma è dedicato al rafforzamento dell’internazionalizzazione. I vini destinati all’esportazione verso mercati extra-UE saranno esentati dall’obbligo di riportare l’elenco degli ingredienti e la dichiarazione nutrizionale richiesta per il mercato interno, eliminando così un pesante fardello burocratico che limitava la competitività delle aziende europee all’estero. Parallelamente, i produttori potranno beneficiare di sostegni mirati per sviluppare iniziative di enoturismo, considerate un motore fondamentale per la crescita economica dei territori rurali.
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Fonte: Agricolae.eu


