I dazi di Trump non hanno affossato il vino toscano, anzi. I dati Ismea sorprendono. In Italia si beve di meno.

Alla fine il tanto temuto effetto dazi di Trump sul vino toscano non c`è stato. O meglio si è visto sul valore delle esportazioni, più che sui volumi di vino esportato. Così se i volumi del vino toscano nel 2025 crescono verso l’Unione Europea (+3,5%), calano leggermente verso i Paesi extra-UE (-0,6%), ma in valore la contrazione interessa entrambe le aree, risultando più accentuata proprio nei mercati extra-UE (-8,6%). I dati della ricerca Ismea «Vitivinicoltura toscana alla sfida dei nuovi scenari: dati e tendenze in atto», presentata a Firenze a PrimAnteprima.

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Il settore in Toscana rappresenta il 12% del valore della produzione regionale dell`agricoltura, a fronte di una media nazionale del 9%, con oltre 12 mila aziende che operano su una superficie di circa 61 mila ettari, ed in particolare con oltre 23 mila ettari a coltivazione biologica pari al 38% del totale regionale, contro la media italiana del 19%.

Nel 2025 la produzione si è attestata sui 2,2 milioni di ettolitri, -19% sul 2024 per effetto del calo delle rese dopo un 2024 da record e cresce l‘export verso gli Usa (primo mercato mondiale per la Toscana) con +2,9% in volume e in Canada, mentre in Italia cala il consumo di vino generico (-5,7%), ma le Dop toscane contengono il calo, -2,1%. Infine, i consumatori giovani adulti (35-45 anni) pur acquistando volumi leggermente inferiori sul 2024, hanno incrementato la spesa del 24%, confermando la tendenza a bere meno ma meglio.

“Il mondo del vino sta attraversando una fase particolare di complessità dovuta alla situazione internazionale. D`altra parte però i numeri ci dicono che la Toscana ha già messo in atto una serie di azioni per governare questo cambiamento”, ha affermato Fabio Del Bravo, ricercatore di Ismea.

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Fonte: Corriere Fiorentino

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