La produzione di vini certificati DOP e IGP in Italia si attesta intorno al 75% del totale della produzione vitivinicola nazionale. L’Indicazione Geografica è il più importante elemento di sviluppo della vitivinicoltura del nostro paese. Serve adeguare le leggi per rispondere meglio alle problematiche della gestione delle DO e delle IG?

Il comparto vitivinicolo italiano è cresciuto molto in questi ultimi decenni e ha definitivamente fatto propria l’idea di produrre qualità, particolarmente attraverso la sempre più importante crescita delle Indicazioni Geografiche e delle Denominazione di Origine.

Oggi in Italia la commercializzazione dei vini IGP (IGT) è oltre il 25% e le DOP (DOC e DOCG) superano il 50%, quindi il mercato dei vini base (Vino Rosso, Vino Rosato e Vino Bianco) senza riferimenti geografici non va oltre il 20-25% del totale. Ma non è sempre stato così. Se guardiamo indietro di pochi decenni vediamo che fino alla fine degli anni ’80 dello scorso secolo i vini IGT (allora Vini da Tavola con Indicazione Geografica) non arrivavano al 15% e i vini a DOC e DOCG faticavano ad arrivare al 12% della commercializzazione: in pratica i vini base (all’epoca definiti Vini da Tavola) pesavano per oltre il 70% del mercato, molto spesso con prodotti di qualità piuttosto bassa.

I passaggi per modificare quella situazione e per sviluppare in senso qualitativo le produzioni vitivinicole italiane attraverso la legislazione sono stati molti, provengono da lontano e la loro definizione non è sempre stata semplice. Potremmo forse dire che la ratificazione delle leggi è avvenuto in parallelo allo sviluppo della cultura della qualità nei produttori e in tutti i soggetti che operano nella filiera vitivinicola. Ma questo ha purtroppo portato via molto tempo.

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Il testo unico del vino

Gli operatori della filiera del vino hanno da sempre rivendicato la complessità delle norme del settore e in particolar modo la necessità di consultare tante leggi e normative. Si è cercato di porre rimedio a tale situazione con una legge che raccogliesse tutte le principali norme ed eliminasse le sovrapposizioni di molte leggi del settore vitivinicolo: nasce così il 12 dicembre 2016 la legge 238, conosciuta come testo unico del vino, la quale non modifica quasi niente delle normative preesistenti, ma ha il pregio di essere una legge organica e di più facile lettura.

L’importanza delle Indicazioni Geografiche

Come abbiamo visto i vini a IG e a DO assumono oggi grande importanza e sono la parte di gran lunga più importante della commercializzazione. La politica di valorizzazione dei territori di produzione, portata avanti in questi ultimi decenni dai produttori e da tutti gli stakeholder coinvolti, è il più importante elemento di sviluppo della vitivinicoltura del nostro paese.

Le attuali leggi, pur essendo adeguate nella loro struttura di base, potrebbero essere aggiornate per rispondere meglio alle problematiche della gestione delle DO e delle IG in relazione al mercato, ai cambiamenti climatici, alla presentazione e designazione dei vini e a molte altre questioni minori ma che sarebbe opportuno chiarire.

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Fonte: Accademia dei Georgofili