Coppa, Salame, Pancetta Piacentina DOP: tris d’assi che lavora per “respirare il lîtturo” II 2 luglio a Palazzo Gotico si celebrerà l’arte norcina dell’unico territorio provinciale che può vantare tre certificazioni europee

«Tre fuoriserie, che dovete tirare fuori dal garage!», così il compianto Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, definì i salumi Dop piacentini di cui il2luglio si festeggerà il 30esimo compleanno istituzionale.

Si tratta – come hanno opportunamente ricordato Antonio Grossetti e Roberto Belli, rispettivamente presidente e direttore del Consorzio Salumi Dop Piacentini – di una «ricorrenza storica che sancisce il primato agroalimentare piacentino a livello continentale.

Era il 2 luglio 1996 quando l’Unione Europea, tramite il Regolamento CEE (n. 2081/92), assegnava i prestigiosi riconoscimenti al territorio. Ancora oggi, Piacenza detiene un primato comunitario assoluto: è l’unica provincia europea a vantare ben tre Dop nel settore della salumeria». Per festeggiare degnamente questo traguardo, il Consorzio Salumi Tipici Piacentini (costituito nel 1971) e il Consorzio di Tutela Salumi Dop Piacentini (soggetto giuridico di tutela dal 2005) hanno unito le forze in una governance unitaria e in totale co-progettazione. «L’evento del 2 luglio – spiega Belli – non è un semplice momento auto-celebrativo, bensì un atto di responsabilità istituzionale ed economica volto a trasformare un patrimonio storico in una leva strategica e competitiva per guidare le PMI verso le sfide future dei mercati globali».

Le radici

Il successo odierno affondale radici fino al 1971, grazie all’impulso lungimirante della Camera di Commercio di Piacenza. «Un merito storico fondamentale – precisa Belli -va riconosciuto all’impegno instancabile dell’allora vicepresidente, Renzo Buvoli. Furono l’istituzione camerale e Buvoli a guidare i produttori locali prima nella costituzione del consorzio volontario (1971), e successivamente, nel 1992, a convincerli ad aderire con fiducia alnuovo e allora sconosciuto sistema delle certificazioni tutelate, facendosi carico dell’articolato iter burocratico ministeriale e comunitario».

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Fonte: Libertà