Filippi, presidente del Consorzio di tutela dell’Olio Extravergine Toscano IGP: “Anticipare vuol dire ottenere un’elevata qualità, ma pesano i costi di produzione”
“Anticipare la raccolta delle olive nei primi giorni d’ottobre è una tendenza che si è confermata nel tempo. Questo è dovuto a due fattori. Il primo è il cambiamento climatico che ha inevitabilmente portato a maturazioni anticipate rispetto al passato. Il secondo consiste in una volontà precisa: la scelta di anticipare la raccolta per privilegiare le varietà che maturano prima rispetto a quelle più tardive, ottenendo così una qualità dell’olio nettamente superiore“. Così Fabrizio Filippi, presidente del Consorzio di Tutela dell’Olio Toscano Igp. ù
Come incide la delicata situazione geopolitica?
“L’olivicoltura, come ogni altro settore, risente del forte rincaro dei costi di produzione, sia per quanto riguarda fertilizzanti e gasolio, che per le attrezzature. Fortunatamente l’olivicoltura non è mai isolata: chi possiede olivi spesso gestisce anche vigneti o attività agrituristiche. Si tratta di un’attività di completamento; se fosse esclusiva, lo scenario cambierebbe e i problemi sarebbero decisamente maggiori”.
Cosa si aspetta da questa annata?
“Sono fiducioso perché si preannuncia un aumento della produzione su tutto il territorio regionale. Quest’anno la produzione sembra decisamente più cospicua. Uso il condizionale perché dobbiamo ancora entrare nella fase cruciale della raccolta. La forte calura estiva, se da un lato ha stressato le piante, dall’altro ci ha facilitato nella lotta contro i parassiti, in particolare contro la mosca. Per questo le aspettative sono quelle di una stagione al di sopra della media”.
Quali sono invece gli aspetti negativi di questa annata?
“Tra le principali criticità figurano l’aumento dei costi di gestione e di produzione, oltre all’incertezza derivante dalla delicata congiuntura internazionale attuale”.
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Fonte: Il Tirreno


