I salumifici utilizzano in maggior parte bovini brasiliani per la produzione di Bresaola della Valtellina IGP: preoccupa lo stop per la mancata certificazione della carne brasiliana
Grande preoccupazione nella filiera della Bresaola della Valtellina per lo stop imposto dalla Commissione Ue alle importazioni di carne dal Brasile. Il blocco dell’import scatterà domani per effetto della mancata certificazione di filiera da parte degli operatori brasiliani di non aver utilizzato nell’allevamento dei bovini un antimicrobico vietato in Europa.
«Chiariamo subito – spiega il direttore dell’Assica, l’associazione degli industriali dei salumi, Davide Calderone – che qui non c’è un rischio sanitario per il consumatore. Il punto è che il Brasile, anche per effetto dell’accordo tra Ue e Mercosur si sarebbe dovuto dotare di questo sistema di certificazione per escludere l’utilizzo dell’antimicrobico e al momento ancora non l’ha fatto. Lo hanno fatto invece i produttori di Argentina, Paraguay e Uruguay, gli altri paesi firmatari dell’intesa Ue-Mercosur e dai quali stiamo cercando di incrementare le nostre importazioni».
Chiarito che non sono in discussione potenziali rischi per la salute restano però sul tavolo le problematiche economiche, soprattutto per un prodotto d’eccellenza del made in Italy alimentare, come la Bresaola della Valtellina Igp che dipende dalla materia prima straniera e in particolare brasiliana.
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Fonte: Il Sole 24 Ore


