Riso: ieri l’Europarlamento ha approvato definitivamente il regolamento sulle agevolazioni tariffarie per i Paesi meno avanzati (il cosiddetto sistema di preferenze generalizzate) per i prossimi dieci anni lasciando invariata la clausola “fantasma” sull’import di riso.

La crescita vertiginosa degli arrivi esteri di riso a costi bassissimi – anche di prodotto già lavorato e confezionato – potrà di fatto continuare indisturbata, con buona pace di un’eccellenza del made in Italy agroindustriale. La clausola di salvaguardia contenuta nell’ampio sistema di concessioni pensato dall’Europa come sostegno alla crescita dei Paesi più poveri, prevede il ripristino dei dazi solo nel caso di un aumento dell’import di oltre il +45% rispetto alla media degli ultimi dieci anni. Complessivamente, oltre 562mila tonnellate annue a dazio zero contro un quantitativo ritenuto sostenibile di 2oomila.

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Secondo il Copa-Cogeca la clausola mette a rischio 100mila ettari di riso Indica in Europa con un costo di 4 miliardi e un vantaggio di 28 milioni per i paesi beneficiari. Tra questi Cambogia e Myanmar, grandi fornitori Ue con oltre 5oomila tonnellate, più che raddoppiate nell`ultimo decennio. Una decisione che «non ci trova concordi», ha detto il ministro Lollobrigida, perché «il riso è un settore che subisce la concorrenza di Paesi terzi che non rispettano i nostri stessi standard ambientali e i diritti dei lavoratori. Il loro prezzo competitivo non deriva da eccezionali capacità imprenditoriali o dall’elevata qualità, ma dal loro modo di operare con pochissime regole».

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Fonte: Il Sole 24 Ore

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