L’obiettivo del progetto di “Despar Italia” (all’interno della campagna “Ortofrutteto Solidale Diffuso” di AzzeroCO2 e Legambiente) è la coltivazione di oltre 3.400 piante. Parte oggi dalla Casa circondariale, “Lorusso e Cutugno” di Torino

Prina di tutto si tratta di un’occasione di lavoro. Ed è già una bella notizia per le persone che potranno prenderne parte. L’altra bella notizia è per l’ambiente: perché, nei settori dei territori coinvolti dal progetto promosso da “Consorzio Despar Italia”, saranno piantate più di 3.400 piante tra alberi da frutto, bulbi di zafferano, lavanda, piante aromatiche e orticole, su oltre 26mila metri quadrati di terreno. Questa azione di agricoltura solidale, destinata a persone con fragilità, perfettamente inserita nella campagna “Ortofrutteto Solidale Diffuso” di AzzeroCO2 e Legambiente, parte oggi dalla Casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, a cura del consorzio Despar Nord-Ovest, in collaborazione con la cooperativa “Ecosol”, una delle sette realtà del Terzo settore coprotagoniste del progetto.

Bulbi di zafferano dietro le sbarre

Coltivazione, raccolta, lavorazione e confezionamento saranno le attività quotidiane per venti detenuti del carcere torinese, impegnati nella coltivazione di 2.500 bulbi di zafferano su un terreno, all’interno dell’istituto di pena, di 4mila metri quadrati. «La dimensione diffusa del progetto riflette il nostro modo di essere vicini alle comunità: mettere in rete realtà diverse, valorizzandone le specificità, per generare un impatto che sia al tempo stesso ambientale e sociale», afferma Filippo Fabbri, direttore generale di Despar Italia, già coinvolta in progetti precedenti della stessa importanza come il Bosco diffuso e le Case delle api. «Con questo nuovo progetto aggiungiamo a questo percorso una componente sociale ancora più forte, portando nei territori un’esperienza che unisce la cura dell’ambiente alla creazione di nuove opportunità per le persone», aggiunge Fabbri.

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Fonte: Corriere della Sera.it