Il Consorzio di tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP cambia l’organismo di controllo e si affida a Rina: “Proseguire percorso di posizionamento internazionale”

Il mese di dicembre porta con sé festeggiamenti, incontri, cene in famiglia e al ristorante. Quindi accompagna la speranza di un incremento dei volumi del comparto agroalimentare che non sta vivendo un periodo semplice. Intanto, però, è possibile fare un bilancio del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, di ciò che è stato fino ad ora con informazioni già certificate, proiezioni e aspettative.

Nel confronto con il 2024, i numeri indicano una dinamica positiva in quasi tutti i mesi del 2025, soprattutto ad aprile e ad agosto, a bilanciare, sempre nel confronto, il segno negativo di marzo e ottobre. Allo stesso tempo, la casella relativa al latte idoneo alla Dop, ma destinato ad altre lavorazioni, è accompagnata da una percentuale negativa che testimonia quasi un trasferimento di quantità da non Dop a Dop. Si tratta però dei riferimenti ufficiali dei primi nove mesi, con il quarto trimestre che potrebbe confermare o meno il trend positivo, ma in ogni caso sottolineerebbe un consolidamento importante per l’intero comparto.

Le tabelle dell’organismo di certificazione Dipartimento Qualità Agroalimentare indicano 45.994 tonnellate di produzione totale, pari a +4,45%. Scendendo invece nel dettaglio, 239.767 sono state le tonnellate (+1,22%) di latte idoneo alle trasformazioni in mozzarella Dop ritirato dagli allevamenti, 162.223 (+4,26%) quelle di latte effettivamente lavorato per la produzione Dop e 77.544 le tonnellate (-4,60%) di latte idoneo a Dop ma destinato ad altre lavorazioni. In totale, si arriva al 68% di utilizzo di latte.

L’ANALISI

«Il nostro mercato sta tenendo», spiega il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani. «Il segno positivo sulla Dop – continua – bilancia quello negativo della non Dop con latte idoneo. Vuol dire che siamo stabili e che c’è stata una migrazione determinata dal crescente interesse verso i prodotti di origine protetta».

Saccani parla inoltre della necessità di trovare un equilibrio all’interno della filiera attraverso la destagionalizzazione della produzione del latte. «Abbiamo previsto una premialità per gli allevatori che destagionalizzano d’estate e assicurano alta qualità. Si tratta di elementi – continua – che abbiamo inserito nella bozza di un accordo, una sorta di linee guida per il comparto. C’è inoltre l’idea di costruire un progetto di ricerca per cercare il latte congelato nel latte degli allevamenti. Tutto questo per evitare frodi e garantire tracciabilità e qualità del prodotto: la mozzarella dop viene prodotta esclusivamente con latte fresco e idoneo».

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Fonte: Il Mattino.it