La nuova menzione Superiore del Morellino di Scansano DOP, pensata per valorizzare una tipologia già presente nelle aziende del territorio
Massi, sassi, pietre, poggi. Nei nomi delle cantine di Scansano si sente il lato tattile e duro della Maremma, il solo capace di raccontare la tenacia dietro la denominazione del Morellino di Scansano DOCG. Una denominazione che, dal 2026, ha nel disciplinare anche la menzione Superiore, approvata dall’Assemblea del Consorzio nel 2025 e ora operativa (temporaneamente, in attesa dell’approvazione in Gazzetta Ufficiale UE. Ndr) dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Come hanno spiegato il presidente del Consorzio Bernardo Guicciardini Calamai e il direttore Alessio Durazzi, l’obiettivo è il riconoscimento e la valorizzazione di una tipologia che molte aziende producevano già, puntando su una selezione più rigorosa, rese più contenute e tempi di affinamento più lunghi.
Il Superiore dovrà essere composto per almeno l’85% da Sangiovese, con una quota massima del 15% di altri vitigni a bacca nera non aromatici. Una scelta che punta ad amplificare struttura, profondità e capacità evolutiva, senza perdere quelle caratteristiche di freschezza e bevibilità che hanno reso il Morellino così diverso da altri suoi cugini toscani. Il Morellino nasce in un territorio che ha caratteristiche molto diverse rispetto ad altre zone storiche del Sangiovese toscano.
[…]
L’attenzione del Consorzio, tuttavia, non si concentra soltanto sul vino. Negli ultimi anni il lavoro di promozione si è allargato sempre più al territorio, con l’idea che il Morellino possa diventare ambasciatore di una Maremma fatta di natura, storia, enogastronomia e attività all’aria aperta. Manifestazioni come Rosso Morellino vanno proprio in questa direzione: degustazioni, incontri con i produttori, masterclass e momenti di approfondimento che permettono di conoscere il vino insieme ai luoghi da cui nasce.
[…]
Fonte: QN Weekend


