Caro-prezzi e spesa alimentare: cresce il numero di famiglie costrette a risparmiare sul cibo, con gli anziani tra i più colpiti.
La spesa per consumi è quasi invariata nel 2025, ma solo perché si tratta di una media. Quasi un terzo delle famiglie, rileva l`Istat, ha tagliato gli acquisti per i beni di maggiore necessità: i cibi, le bevande, i prodotti per l`igiene personale.
E sono molti di più quelli che hanno ridotto gli acquisti di beni e servizi che, con l`impoverimento dei salari, diventano quasi voluttuari: scarpe e vestiti (43,8%) e viaggi e vacanze (40,1%). Uno su cinque taglia sulle visite mediche, si spende meno anche per i carburanti.
Una situazione che potrebbe già essere peggiorata quest`anno, con la rapida crescita dell`inflazione, un andamento destinato a continuare, secondo le attese delle imprese, misurate da Bankitalia. Le imprese, spiega il report diffuso ieri, si attendono ulteriori aumenti dei prezzi di vendita di beni e servizi nei prossimi dodici mesi, in particolare nell`industria in senso stretto e nei servizi, un po` meno nelle costruzioni.
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Le condizioni economiche sono determinate anche dal numero dei componenti delle famiglie: le persone sole in proporzione spendono di più, in particolare gli anziani sono la quota di popolazione che ha registrato l`aumento maggiore nel 2025.
Le coppie senza figli destinano appena il 13% dei consumi al cibo, contro il 23,8% di chi ha tre o più figli, e quindi, soprattutto se giovani, possono permettersi di dedicare una parte maggiore del proprio budget all`acquisto di mobili, scarpe, vestiti, pasti fuori casa e servizi di alloggio, sport e attività ricreative.
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Fonte: La Repubblica


