Dalla Mela Alto Adige IGP alla Pesca di Verona IGP, diversi territori stanno cercando di valorizzare il prodotto trasformandolo in un’esperienza continuativa, andando oltre la tradizionale logica della sagra

Il vino ha costruito attorno a sé un intero nuovo comparto: il turismo enogastronomico. Non vende solo bottiglie, ma cantine, paesaggio, tavola. Ha capito prima degli altri che un prodotto agricolo legato a un territorio riconoscibile può diventare esperienza, non solo merce.

L’ortofrutta, invece, si ferma un passo prima. Prodotto spesso eccellente, anche certificato, ma raccontato quasi sempre dentro il solo perimetro della filiera: campo, magazzino, Gdo, mercato. Il rapporto con il consumatore finisce lì. Eppure frutta e verdura avrebbero tutti gli elementi per costruire un proprio spazio “ortofrutto-gastronomico“: non una copia dell’enoturismo, ma un modo più strutturato per entrare nel racconto dei territori che li producono.

Molte produzioni italiane hanno alle spalle paesaggi, manualità, economie locali, tradizioni gastronomiche, marchi territoriali forti. Il tema è trasformare questo patrimonio in una leva di promozione stabile, non in una giornata celebrativa scollegata dal resto. Serve progettualità: coinvolgere uffici turismo, enti locali, ristorazione, strutture ricettive, comunità. Un prodotto territoriale diventa riconoscibile quando lo conosce per primo chi quel territorio lo abita.

In questo, DOP e IGP hanno un ruolo. Non perché un marchio basti da solo a creare valore, ma perché una denominazione offre già una base narrativa: area produttiva, disciplinare, reputazione, legame con la comunità. Chi riesce a trasformare questi elementi in progetto parte avvantaggiato.

Due segnali recenti vanno in questa direzione. Uno è AperiPesca sul Ponte, nato attorno alla Pesca di Verona IGP e ai territori di Bussolengo e Pescantina, cuore della peschicoltura scaligera. L’evento ha scelto un luogo simbolico — il ponte tra i due Comuni — per intrecciare cultura, enogastronomia, turismo e socialità attorno a un prodotto identitario. Anche qui, l’elemento chiave non è la festa in sé ma la rete che la sostiene: Comuni, Fondazione prodotti agricoli di Bussolengo e Pescantina, Consorzio Pesca di Verona IGP, Regione, operatori locali. All’inaugurazione è tornato il tema del turismo slow, dei borghi, degli itinerari per camminatori e cicloturisti: un’agricoltura che si aggancia a flussi turistici già esistenti per qualificarli e ampliarli.

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Fonte: Italiafruit.net