A tracciare le prospettive del settore vitivinicolo è Stefano Amerighi presidente del Consorzio Vini Cortona Doc: “Il contraccolpo anche sui consumi calanti e giovani meno attratti dall’alcol”.

Rincari, guerre, incertezza sui mercati internazionali: il 2026 si preannuncia come uno degli anni più difficili per il settore vitivinicolo. Ma il Consorzio Vini Cortona Doc si presenta all’appuntamento di Vinitaly con una carta in più: la revisione del disciplinare, che punta a fare di Cortona il sinonimo di Syrah.

A tracciare le prospettive è Stefano Amerighi, presidente del consorzio, reduce dal successo di Chianina e Syrah. “Ci muoviamo su uno scenario internazionale terribile, come mai forse era stato ultimamente — dice Amerighi — le guerre, l’inflazione, l’incertezza: questo è quello che giocherà di più su questo 2026. Il non sapere che cosa ci aspetta non nei prossimi mesi, ma proprio nelle prossime settimane”.

A pesare non c’è solo la congiuntura geopolitica: “Non solo le guerre e l’inflazione: pesano anche i consumi calanti e fasce giovanili sempre meno attratte dall’alcol”.

Un quadro complesso, che tuttavia non frena la spinta propulsiva del consorzio. Il punto di svolta è la modifica del disciplinare, proposta in Regione Toscana, con l’introduzione della menzione superiore e una novità che Amerighi considera cruciale: “Cortona sarà sinonimo di Syrah. Non sarà più bisogno di specificare Cortona-Syrah”. Un cambio di identità preciso, frutto di anni di lavoro: “Non è stato facile cercare di traghettare una produzione un po’ più generalista, che sì aveva sempre avuto sulla Syrah la propria bandiera, ma che logicamente aveva anche un focus su tante altre varietà”.

[…]

Fonte: La Nazione