Il vino si vende. O almeno: così dicono. A «Emozioni dal Mondo» si torna a parlare del futuro del vino, questa volta partendo da dove tutto finisce: la vendita.
Il vino ha un futuro? Due anni fa, a Emozioni dal Mondo, la domanda era questa. E la risposta, alla fine di una tavola rotonda tutt’altro che rassicurante, era stata accompagnata da una nota di speranza: sì, il vino un futuro ce l’ha.
Nel 2025 si è provato a guardare quel futuro dal punto di vista del prodotto: come cambia il vino, come cambia il consumatore, che cosa si aspetta da una bottiglia e, soprattutto, che cosa è disposto a scegliere. Nel 2026 si cambia prospettiva. Questa volta si parla di vendita.
Perché possiamo produrre il vino più buono del mondo, raccontarlo nel modo più affascinante possibile, portare il consumatore in cantina, tra le vigne e persino a fare aperitivo al tramonto. Ma alla fine arriva sempre quella domanda, molto meno poetica e molto più concreta: il vino si vende?
E il consumatore, il vino, lo beve ancora? Lo compra? Dove lo compra? Quando lo compra? Perché sceglie una bottiglia invece di un’altra? E che cosa si aspetta davvero da quella bottiglia, dal momento in cui la prende dallo scaffale al momento in cui la porta a tavola?
Sono queste alcune delle domande da cui parte «Vendesi vino disperatamente», la tavola rotonda organizzata dal Consorzio Tutela Valcalepio nell’ambito del 22° Concorso Enologico Internazionale «Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme», in programma sabato 17 ottobre alle ore 9 nella Sala delle Carrozze di Villa Carrara a Villa di Serio.
Non sarà un convegno. Non sarà una masterclass. Non sarà una lezione. Sarà una conversazione.
Una conversazione tra professionisti del mondo del vino, con esperienze, competenze e punti di vista differenti, chiamati non a recitare un copione ma a confrontarsi su una questione che ormai è impossibile ignorare: la crisi del vino non è più un campanello d’allarme. È una questione sistemica.
E se è sistemica, non basta trovare una nuova parola d’ordine.
Due anni fa, la tavola rotonda conclusiva di Emozioni dal Mondo si era aperta con un’espressione latina tanto evocativa quanto poco rassicurante: Rari Nantes in Pelagus Profundus, «rari nuotatori in un mare profondo». Si parlava di «Il vino del futuro o il futuro del vino?» e si cercava di capire se, in quel mare, ci fosse ancora una rotta possibile.
Oggi la domanda è diventata più urgente e, forse, anche più scomoda.
Non basta più chiedersi quale sarà il vino del futuro. Bisogna capire se saremo ancora capaci di venderlo.
«Siamo stati i primi, due anni fa, a parlare di crisi del vino. Tutti ci guardavano storto e mettevano in dubbio la realtà del fenomeno. Due anni dopo, la crisi del vino è sulla bocca di tutti, ma manca ancora il coraggio di affrontare il fenomeno con onestà», spiega Sergio Cantoni, enologo e Presidente di Vignaioli Bergamaschi, che modererà la tavola rotonda.
«Si parla di enoturismo, di vino a bassa gradazione, di aperitivi in vigneto… Tutto fumo negli occhi. Stiamo perdendo di vista il cuore della faccenda. Ecco perché vogliamo tornare a parlare con professionisti di varia provenienza e competenza di una situazione evidente, che è necessario affrontare se vogliamo che il mondo del vino sopravviva. Per confrontarsi, valutare i danni e cercare possibili soluzioni, ma soprattutto soluzioni realistiche.»
Sul palco, insieme a Cantoni, si confronteranno Valeria Quagiotto, consulente per sviluppo wine brand sui mercati esteri, Pietro Ghilardi, Amministratore Delegato di Ghilardi Selezioni e membro del CDA di EXCELLENCE Srl – Società Italiana Distributori e Importatori, Manuel Marcotti, agente di commercio del settore vino, Beppe Damioli, Formatore e founder Un Venditore Migliore® e Università della Vendita®, Alberto Lupini, direttore di Italia a Tavola e Marco Falconi, sommelier e patron della Trattoria Falconi di Ponteranica (BG).
Voci diverse, ruoli diversi, mercati diversi. Proprio perché per affrontare una crisi sistemica serve smettere di guardarla da un solo punto di vista.
L’obiettivo non è trovare il colpevole. Non è nemmeno inventare l’ennesima ricetta miracolosa.
È provare a capire che cosa sta succedendo e, soprattutto, che cosa si può fare davvero.
Perché forse il problema non è soltanto che il consumatore beve meno vino. Forse è che il vino non riesce più a farsi scegliere. O non riesce più a farsi trovare. O viene raccontato in un modo che non parla più alle persone. O, semplicemente, non ha ancora capito fino in fondo che il mondo intorno a lui è cambiato.
Sono ipotesi. La tavola rotonda servirà proprio a metterle sul tavolo, discuterle, smontarle quando necessario e provare a costruire qualche risposta.
E questa volta il pubblico non sarà soltanto pubblico: sarà parte della conversazione.
Al termine della tavola rotonda verranno annunciati i risultati del 22° Concorso Enologico Internazionale «Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme», l’unico concorso al mondo ufficialmente riconosciuto da OIV per i vini Merlot, Cabernet e i loro tagli.
Ma la giornata non finirà con i premi.
Nel pomeriggio, sempre a Villa Carrara, la Tinaia aprirà gratuitamente al pubblico il banco d’assaggio dei vini vincitori della competizione internazionale: un’occasione per assaggiare vini Merlot e Cabernet arrivati a Bergamo dai quattro angoli del globo.
Accanto ai vini premiati da tutto il mondo ci sarà poi «Emozioni di Valcalepio», dedicata alla storica DOP bergamasca che proprio quest’anno celebra i suoi primi 50 anni.
Un’altra occasione per parlare di vino, ma questa volta con chi il vino lo fa ogni giorno: i produttori di Valcalepio DOP e Terre del Colleoni DOP racconteranno la vendemmia 2026, il lavoro in vigna, le scelte fatte in cantina e, naturalmente, faranno assaggiare i loro vini.
Una giornata per parlare del futuro del vino. E, soprattutto, per capire se quel futuro ha ancora qualcosa da vendere.
Perché alla fine la domanda rimane tutta lì, semplice e terribilmente concreta: vendesi vino. Ma a chi?
Fonte: Consorzio Tutela Valcalepio


