Viticoltori diminuiti, piano estirpi, meteo avverso e costi troppo alti: la filiera della Saint-Sardos, piccola denominazione a nord di Tolosa per quest’anno non produrrà alcun vino.
Niente DOP Saint-Sardos per l’annata 2026. In una Francia in difficoltà per la congiuntura di mercato, per l’andamento meteo e condizionata dagli incentivi per l’estirpo dei vigneti accade anche questo. E una piccola denominazione a nord di Tolosa per quest’anno non produrrà alcun vino. Saint-Sardos è una Dop (Aop per la classificazione francese) destinata ai vini rossi e rosati, creata nel 2011, a base di uve syrah e tannat. Di fatto, la Francia per la prima volta perde la possibilità di rivendicare una Dop nazionale.
La decisione di sospendere la produzione
Il problema è collegato al fatto che la cooperativa Vignerons de Saint-Sardos, la quale pesa per il 97% sui volumi di questa piccola denominazione del sud ovest francese, ha deciso di fermarsi per mancanza di soci. I viticoltori, infatti, hanno aderito massicciamente agli incentivi per l’estirpazione dei vigneti decisa dal governo francese, e approvata dall’Ue. La cooperativa, quindi, non ha raccolto le uve ritenendo che quelle poche rimaste (falcidiate dal clima avverso) non avrebbero coperto i costi di produzione. Inoltre, l’unica cantina indipendente che rivendicava la Aop Saint-Sardos ha annunciato di voler declassificare il prodotto a Vin de France (vino comune).
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Fonte: Gambero Rosso.it


