Solo tra il 2024 e il 2026 ci sono state circa 80 richieste di modifica di disciplinari di tutela da parte dei Consorzi italiani: tra le motivazioni anche la maggior sicurezza alimentare e il benessere animale

Anche le DOP cambiano. E con loro tutti i prodotti “insigniti” delle Indicazioni Geografiche riconosciute dalla UE, che oggi devono affrontare nuove sfide per adeguarsi agli effetti del cambiamento climatico, per accogliere l’innovazione tecnologica, per migliorare la sicurezza alimentare e anche per assecondare i moderni stili alimentari e le nuove sensibilità dei consumatori. Tra 2024 e 2026 sono state un’ottantina le richieste di modifica dei disciplinari presentate alle autorità dai Consorzi italiani di vini e alimenti DOP e IGP. E ora l’iter è più breve che in passato, visto che il Regolamento europeo sulle IG recepito a maggio in Italia non prevede necessariamente il via libera di Bruxelles, ma quello del Masaf.

[…]

«È determinante che le caratteristiche dei prodotti IG e le modalità con cui sono realizzati si rinnovino continuamente – afferma Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia, l’associazione di rappresentanza dei Consorzi delle Indicazioni Geografiche –. Questo consente di assecondare le nuove richieste dei consumatori e di tenere al passo coi tempi gli stabilimenti e chi ci lavora, visto che non possiamo pensare di produrre come sia faceva anche solo vent’anni fa». Coniugare autenticità e modernità, tradizione e innovazione è il mantra del mondo delle IG e ne determina la vitalità e l’evoluzione, ma anche la capacità di reagire a fenomeni inaspettati.

[…]

Fonte: Il Sole 24 Ore