Italia leader mondiale nell’agroalimentare e nella Dop economy. Mentre scendono i consumi nei mercati di riferimento come USA, Germania e UK, crescono i nuovi mercati come Mercosur (Brasile +17,8%) e India
Quota 100 miliardi. È questo il traguardo a cui punta nei prossimi cinque anni l’export agroalimentare made in Italy. Un settore che, nonostante pandemia, guerre e dazi, ha tenuto alta la bandiera. Nel 2025 ha segnato un risultato record con 73 miliardi di spedizioni in tutto il mondo. Il cibo (+6,3%) ha trainato la crescita dell’export totale nazionale, con farmaceutica e mezzi di trasporto.
Il primato
Il primo rapporto sulle politiche agroalimentari di “The European House Ambrosetti e Teha Group”, ha rilevato come le risorse stanziate dal governo, anche per la promozione, abbiano centrato l’obiettivo.
Il nostro Paese è numero uno al mondo per le spedizioni di pasta e passate di pomodoro, primo produttore e secondo esportatore di vino, leader Ue nella Dop economy che fattura 20,7 miliardi di euro. In una situazione geopolitica complessa e segnata da incertezze, per garantire un futuro brillante alla produzione alimentare tricolore l’unica chance è allargare e diversificare i mercati. I recenti accordi siglati o in cantiere tra l’Ue e numerosi Paesi terzi sono un’opportunità unica per il made in Italy, brand vincente in tutto il mondo, soprattutto ora con l’ultima medaglia del riconoscimento Unesco della cucina italiana.
Eccellenze e criticità
Olio, vino, pasta, pomodoro, sono eccellenze, ma per alcuni settori, è il caso delle produzioni vinicole, le criticità ci sono.
E non solo negli Usa, dove l’Unione italiana vini ha segnalato nei primi quattro mesi un calo del 15,4%, ma anche in Germania (-6,8%) e Regno Unito (-6,1%). A pesare più dei dazi il calo dei consumi (in Italia -18% in 20 anni, secondo i dati di Divulga).
Se si esplorano nuove destinazioni si può riguadagnare il terreno perso. Nel Mercosur l’Uiv ha calcolato un incremento del 36,4% (+ 17,8% il Brasile). L’India poi è tra le mete a cui si guarda con maggiore interesse.
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Fonte: Il Messaggero


