Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola IGP lancia l’allarme: Gas +41%, imballaggi +40%, energia +25%. Sotto pressione una filiera da 65 milioni di euro e 1.200 addetti

La Piadina Romagnola IGP è molto più di un prodotto da forno. E un simbolo identitario, un’eccellenza certificata, un motore economico capace di muovere oltre 1.200 addetti e un indotto che abbraccia l’intero territorio romagnolo.

Eppure, dietro il profumo inconfondibile di questa sfoglia antica, si nasconde oggi una preoccupazione crescente: quella dei costi di produzione, lievitati a ritmi insostenibili negli ultimi mesi.

A lanciare l’allarme è il Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola IGP che ha fotografato la situazione raccogliendo la voce diretta dei propri associati. Il quadro che emerge è tutt’altro che rassicurante: aumenti a doppia cifra su quasi tutte le principali voci di spesa stanno comprimendo i margini delle aziende del comparto, mettendo a rischio la sostenibilità economica di una filiera strategica.

I numeri parlano chiaro

Il gas ha registrato un incremento del 41,2%; gli imballaggi del Uno stabilimento di produzione delia piadina 40,1%; l’elettricità del 25,3%; i trasporti del 10,4%. Una pressione che, sommata, si trasforma in una morsa sempre più stretta sulla redditività delle imprese, siano esse artigianali, industriali o gestori di chioschi.

«Siamo davanti a una situazione che si fa sempre più complessa e pesante per le nostre imprese», dichiara Alfio Biagini, Presidente del Consorzio. «I rincari energetici, dei trasporti e del packaging incidono direttamente sui costi di produzione, con la conseguenza di comprimere i margini delle aziende e mettere in difficoltà una filiera cardine dell’economia regionale».

Il presidente non usa mezzi termini quando si tratta di contestualizzare la posta in gioco: «La Piadina Romagnola IGP rappresenta una delle eccellenze dell’agroalimentare italiano e un simbolo identitario della Romagna. Dietro a questo prodotto ci sono imprese, lavoratori, investimenti e una filiera che ogni giorno garantisce qualità, sicurezza e tracciabilità».

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Fonte: Corriere Romagna