Dop, conto alla rovescia per le scrofe non idonee: da Csqa e Ifcq le indicazioni su scadenze, tracciabilità e gestione delle genetiche non conformi al circuito Dop all’incontro organizzato da Ava a Treviso
Non ci sarà un’ulteriore deroga”. Luca Bernardi, vicepresidente di Ava (Associazione veneta allevatori) e rappresentante della sezione suinicola, ha aperto così l’incontro “L’evoluzione delle produzioni Dop in Italia”, che si è svolto il 21 settembre nella sede dell’associazione a Treviso.
Il riferimento è alla scadenza del 31 dicembre 2026, fissata per le scrofe dei tipi genetici valutati non idonei per i circuiti Dop (Denominazione di origine protetta).
L’incontro con gli organismi di certificazione Csqa e Ifcq, che controllano rispettivamente le filiere del Prosciutto di Parma e del Prosciutto di San Daniele, è stato l’occasione per condividere e discutere i requisiti dei disciplinari con i responsabili dei controlli. Al tavolo erano presenti, per Ifcq, Martino Leonarduzzi, responsabile del servizio controllo allevamenti suini, e l’ispettore Micaela Morgante; per Csqa, Fabio Forzale, responsabile controllo allevamenti.
DAL VERRO ALL’INCROCIO
Le modifiche ai disciplinari, diventate obbligatorie con i nuovi piani dei controlli in vigore dal 4 settembre 2023, hanno introdotto due novità rilevanti per gli allevamenti. La prima riguarda l’alimentazione: sono state aggiornate le percentuali di inclusione delle materie prime. La seconda riguarda la genetica. Se prima i requisiti si riferivano solo al tipo genetico del verro, oggi il disciplinare prende in considerazione l’incrocio tra verro e scrofa.
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Fonte: Rivista di Suinicoltura


