La ricerca Ipsos Doxa fotografa la denominazione Franciacorta conosciuta dalla quasi totalità degli italiani, ma con margini di crescita nella comprensione del metodo produttivo. Il territorio favorisce la propensione all’acquisto, mentre prezzo e rapporto con i giovani pongono nuove sfide alla comunicazione.
Conoscere un nome non significa conoscere ciò che c’è nel bicchiere. È il dato più interessante della nuova ricerca Ipsos Doxa sul Franciacorta, commissionata dal Consorzio a oltre dieci anni dalla precedente rilevazione. Se il 94% degli italiani dichiara di conoscere almeno nominalmente la denominazione, soltanto il 42% afferma di conoscerne correttamente il metodo produttivo.
L’indagine, che affianca una rilevazione su un campione di consumatori italiani all’analisi delle conversazioni online, esplora notorietà, abitudini di consumo e acquisto, percezione del valore e rapporto con il territorio. Il 75% dichiara di avere assaggiato Franciacorta almeno una volta; il 50% di consumarlo con maggiore o minore frequenza.
Qualità riconosciuta, conoscenza da approfondire
L’immagine della denominazione appare ben definita: l’86% la associa alle occasioni importanti, l’84% a un’elevata qualità e l’80% al prestigio. L’85% riconosce al Franciacorta la capacità di esprimere e valorizzare territorio e italianità; una quota analoga lo considera un regalo ideale.
A questa reputazione non corrisponde però una conoscenza altrettanto diffusa della produzione. Anche le conversazioni online mostrano curiosità verso le cantine, il metodo e le differenze rispetto ad altre tipologie di vino: domande alle quali una comunicazione più concreta può dare risposta.
«La notorietà è ampia, ma resta spazio per far conoscere il metodo produttivo, il lavoro delle cantine e il legame con il territorio», osserva Emanuele Rabotti, presidente del Consorzio Franciacorta. Per Davide Cilia, ricercatore senior di Ipsos Doxa, la sfida è «costruire una comunicazione sempre più chiara, distintiva e comprensibile», capace di spiegare il valore della denominazione con un linguaggio accessibile.
Turismo DOP. Visitare il territorio cambia la propensione all’acquisto
Il rapporto con i luoghi offre un’altra indicazione significativa. Il 32% degli italiani ha già visitato la Franciacorta e, tra questi, il 51% dichiara una maggiore propensione all’acquisto dopo l’esperienza. Fra chi non c’è ancora stato, il 62% ritiene che una visita potrebbe influenzare positivamente le proprie scelte di consumo.
Sono risposte che suggeriscono il potenziale dell’enoturismo, pur distinguendo l’intenzione dichiarata dall’acquisto effettivo. Visitare una cantina permette di collegare la bottiglia al lavoro, alle persone e al paesaggio da cui nasce.
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Fonte: Doctor Wine.wine


