A Fidenza, nell’ambito di Borgofood 2026, la Dop economy al centro di varie attività, fra cui la formazione ai ragazzi del quinto anno dell’istituto agrario Magnaghi Solari
La parola chiave del recente Borgofood è stata “Dop economy“, che riassume in sé l’idea totale di produzioni a denominazione d’origine e, allo stesso tempo, di Consorzi di tutela che queste produzioni, appunto, proteggono e valorizzano. Se ne era parlato all’Istituto Magnaghi Solari di Fidenza in un convegno che ha visto in primo piano il futuro della «Food valley».
«Il futuro delle nostre produzioni DOP e IGP è certamente roseo — ha detto Luigi Franchi, direttore di Salaecucina – e con il decreto ministeriale che è stato da poco approvato, i Consorzi possono anche intraprendere azioni turistiche, ovvero promuovere il turismo enogastronomico dando la possibilità alle persone di recarsi nei caseifici, nei salumifici, nelle cantine eccetera, allargando la conoscenza e permettendo la vendita diretta, ma soprattutto creando una memoria delle tecniche di produzione, lavorazione e conservazione».
Per Fondazione Qualivita era presente come relatore Giovanni Gennai, responsabile dell’area ricerca: “La Dop economy in Italia è un modello che sta crescendo da tanti anni, il cui punto di forza sono i Consorzi di tutela, con la loro capacità di cooperare, pur riunendo aziende competitors. La “Food valley” è il cuore pulsante della Dop economy: la provincia di Parma è la prima per valore economico del cibo, quindi, ragionando di questi argomenti certamente giochiamo in casa, grazie a una grande varietà di produzioni, con un paniere di oltre 70 prodotti fra cibo e vino e, non da ultimo, ci sono imprese che ci credono e investono, grazie a una grande cultura che fa della provincia di Parma un punto di riferimento”.
Fonte: Gazzetta di Parma


