Turismo DOP: al Castello Paleologo doppio appuntamento con AIS tra degustazioni guidate, letteratura e conoscenza
Doppia occasione di degustazione e cultura enoica al Castello paleologo in occasione della 65° Festa del Vino del Monferrato di Casale Monferrato, a cura del Consorzio di Tutela Vini Colline del Monferrato Casalese, in collaborazione con AIS (Associazione Italiana Sommelier), Enoteca del Monferrato, assessorato all’agricoltura e ufficio manifestazioni della Città di Casale Monferrato.
Si partirà sabato 19 settembre alle ore 17,30 con la presentazione del libro “Abbecedario Dionisiaco in vigna, nel calice, a tavola” di Maria Luisa Alberico e, a seguire, degustazione guidata di tre vini di vitigni autoctoni monferrini.
Il volume, nato dall’interesse dell’autrice sui vitigni “autoctoni” e sulle varietà “minori”/periferiche, è un’opera letteraria impostata in modo professionale, ma con un approccio divertito che, ricorrendo all’antica formula dell’abbecedario, collega ciascuna lettera dell’alfabeto alle iniziali dei 200 vitigni e vini selezionati tra gli autoctoni, gli internazionali e gli storici. Una sorta di “atlante dionisiaco” che, proponendosi come una lettura godibile ed accessibile, invita a scoprire le tante curiosità di vitigni e vini doc/docg, valorizzando le loro caratteristiche varietali, la loro storia e le citazioni letterarie/popolari che li riguardano, nonché gli abbinamenti gastronomici.
Al termine della presentazione libraria, in cui l’autrice dialogherà con l’assessore all’agricoltura Annalisa Rizzo, la stessa Alberico guiderà la degustazione delle tre etichette ricorrendo ad un metodo allegorico, che rimanda a insolite suggestioni evocando ciò che, apparentemente, potrebbe risultare estraneo al mondo enoico. In degustazione: Celio, Grignolino del Monferrato Casalese doc di Canato (Vignale Monferrato); Rubino di Cantavenna DOC di Sbarato Costantina (Gabiano); Le Cave, Barbera del Monferrato Superiore DOCG delle Cantine Castello d’Uviglie (Rosignano Monferrato).
Si proseguirà domenica 20 settembre alle ore 11, con la degustazione guidata dal Delegato Ais di Casale Monferrato Daniele Guaschino dal titolo “Il miglior vino. L’abbinamento ideale vino-cibo secondo la filosofia Ais”.
In particolare, si viaggerà sui principi della concordanza e della contrapposizione, per creare armonia e per bilanciare le sensazioni opposte. La concordanza si applica quando le caratteristiche simili di vino e cibo si accompagnano e si muovono sullo stesso piano: per piatti ricchi e strutturati ci vogliono vini di pari corpo e intensità; i dessert e i cibi marcatamente dolci richiedono vini dolci; i piatti profumati e intensi, infine, si fondono bene con vini altrettanto aromatici e persistenti. Rispetto alla contrapposizione, invece, le “morbidezze” del cibo (grassezza, untuosità, tendenza dolce e succulenza), infatti, si contrastano con le “durezze” del vino (acidità, sapidità, effervescenza, tannicità e alcolicità). Pertanto, grassezza e untuosità del cibo richiedono vini con freschezze (acidità), sapidità o effervescenza, che tagliano e asciugano il grasso. La tendenza al dolce del cibo, invece, richiede acidità e sapidità del vino, mentre la succulenza richiede tannicità e alcolicità.
In degustazione altre etichette, ma sempre di soci del Consorzio, ovvero: Chardonnay di Angelini Paolo (Ozzano Monferrato); Barbera del Monferrato di La Casaccia (Cella Monte); Nebbiolo di Castello di Razzano (Alfiano Natta).
“Abbiamo accolto con favore l’invito della Città di Casale di organizzare una parentesi enoico-culturale nell’ambito della 65° Festa del Vino” commenta il Presidente Claudio Coppo.
“La promozione e valorizzazione, quindi, la conoscenza approfondita dei nostri vitigni e vini, non solo, rientra negli scopi statutari dei Consorzi di Tutela, ma rappresenta un impegno imprescindibile per il recupero di un approccio e di scelte consapevoli, rispetto ad un settore che, sebbene rappresenti la nostra storia e la nostra identità, è messo in crisi da conflitti internazionali, nuova geopolitica e terrorismo mediatico. Anche i giovani, che fortunatamente si accostano al vino in modo sempre più conscio, devono riscoprire il piacere della degustazione consapevole e lenta: il vino si degusta e non si beve” prosegue Coppo.
“Occorre, dunque, riportare la storia, la tradizione, la vocazione e l’esperienza enoica monferrina al centro del nostro patrimonio culturale, restituendo valore, dignità e posizionamento ai nostri vini. In questo senso, la scelta di dedicare uno spazio culturale alle etichette, quindi al territorio monferrino, non può che incontrare le nostre stesse intenzioni, incrociare la nostra mission e viaggiare nella nostra stessa direzione”.
Location: sala Chagall. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.


