Le vigne pugliesi si preparano a una vendemmia abbondante, ma dietro i filari cresce l’inquietudine per un mercato che continua ad avere il fiato corto. 4.286.827 ettolitri di vino in giacenza, il 73,2%, è vino di qualità, tra DOP e IGP.

Le vigne pugliesi si preparano a una vendemmia abbondante, ma dietro i filari cresce l’inquietudine per un mercato che continua ad avere il fiato corto.

Le prime valutazioni tecniche di Confagricoltura Puglia indicano un raccolto di uva da vino in aumento di circa il 10% rispetto al 2025, favorito da uno stato sanitario delle piante nel complesso buono. Il caldo intenso di queste settimane ha però anticipato la maturazione e reso più delicata la programmazione della raccolta, che in diverse zone della regione è già partita con giorni di anticipo sul calendario abituale.

È un dato che Confagricoltura Puglia guarda con cautela, perché la quantità da sola non risolve i problemi della filiera. L’ultimo report “Cantina Italia” dell’ICQRF, aggiornato al 31 luglio 2026, fotografa una regione che arriva alla nuova campagna con le cantine ancora piene: 4.286.827 ettolitri di vino in giacenza, il 10,1% dello stock nazionale e il terzo dato più alto d’Italia dopo Veneto e Toscana.

Non si tratta di eccedenze marginali o di vino generico: quasi tre quarti di quel volume, il 73,2%, è vino di qualità, tra DOP e IGP. La Puglia è anche la prima regione italiana per giacenze di mosto, con quasi il 30% del totale nazionale, un altro segnale di un sistema produttivo che fa fatica a smaltire quanto raccoglie.

Sul fronte estero arrivano invece segnali positivi. Nel 2025 l’export di vino pugliese ha toccato i 242 milioni di euro, con una crescita del 6% sull’anno precedente e quasi il 50% in più rispetto al 2020. Un risultato che va in controtendenza rispetto al dato nazionale, fermo a 7,78 miliardi di euro e in calo del 4% circa.

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Fonte: BAT Magazine.it