La Ciliegia di Vignola IGP si avvicina alle 5mila tonnellate, il 20% in più rispetto al 2025: prezzi da 6,6 a oltre 8 euro/kg, un euro in più rispetto al prodotto generico.
Ultime settimane per gustare le ciliegie, la cui stagione quest’anno è cominciata in anticipo e si chiuderà a metà luglio, con un buon raccolto di frutti di qualità venduti al consumo a prezzi inferiori di oltre il 20% rispetto alla campagna 2025. E con un mercato dinamico, dove iniziano a farsi strada dei brand (come Melinda con le sue ciliegie di montagna) e debuttano novità assolute, come la ciliegia bicolore e senza peduncolo Skylar Rae, proposta confezionata come snack naturale dall’azienda piemontese Rivoira, che ne detiene i diritti esclusivi per l’Europa.
Non ci sono ancora dati ufficiali per la campagna cerasicola italiana 2026, ma le stime di alcuni operatori indicano volumi superiori alle 120mila tonnellate.
La Ciliegia di Vignola IGP si avvicina alle 5mila tonnellate, il 20% in più rispetto al 2025. «L’anno scorso per noi è stato memorabile, poiché, essendo l’unico prodotto di qualità presente sul mercato, abbiamo ottenuto quotazioni record – spiega il direttore del Consorzio di tutela, Valter Monari – però quest’anno, grazie ai maggiori volumi e ai prezzi più bassi, siamo riusciti a raggiungere un pubblico di acquirenti più ampio».
Le Vignola sono una nicchia premium di mercato: se ai coltivatori vengono liquidate sopra i 3,5 euro/Kg, in negozio le si pagano da 6,6 a oltre 8 euro/kg. Ossia anche un euro in più al kg rispetto a un altro prodotto di uguale qualità. E questo contribuisce a spiegare l’elevata presenza della Igp (oltre 70% delle ciliegie prodotte nei 28 Comuni ammessi dal disciplinare), che sta via via soppiantando il brand “Tentatrice la ciliegia del desiderio”, lanciato dal Consorzio nel 2013 per firmare la produzione locale non Igp.
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Fonte Il Sole 24 Ore


