Allarme sul Delta del Po, l’acqua ribolle e i vegetali prolificano: allevamenti in ginocchio e danni milionari I pescatori tentano di pulire la superficie. «Ma servono opere per facilitare il ricambio d’acqua».

Il mare della Sacca, a Goro, sembra uno specchio. Riflette il sole, acceca. I pescatori – gli occhi come fessure – con le draghe tirano a bordo alghe e ancora alghe. Una montagna verde che, in quella pentola che ribolle per le alte temperature, soffoca le vongole. Massimo Genari, direttore generale del Copego, consorzio che conta oltre 600 pescatori, è preoccupato.

“La situazione è critica, molto. Tanto caldo e troppo presto. Poi quella marea di alghe”. Che come una coperta toglie ossigeno, uccide. A rischio le vongole, le cozze.

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Si contano i danni,  da Porto Tolle (Veneto) a Goro, in provincia di Ferrara. Confcooperative Agroalimentare e Pesca denuncia: “Il clima costa 200 milioni l`anno alla pesca italiana. A Scardovari si è verificata una moria improvvisa di mille quintali di Cozza di Scardovari DOP, a Goro scompare fino al 90% di vongole. L’ondata di caldo estremo sta mettendo in ginocchio gli ecosistemi lagunari dell’Alto Adriatico, aggravando una situazione già critica dagli effetti del granchio blu”.

La temperatura dell`acqua ha raggunto i 32 gradi, riduce la concentrazione di ossigeno, fioriscono le alghe. Un tappeto lattiginoso che i pescatori cercano di spazzare via, il ponte delle barche, le ceste gonfie di quella che alcuni chiamano verdura di mare. Inarrestabile la strage delle vongole, allevamenti che a fatica si erano risollevati. Reti a proteggerle dal granchio blu ma non dall’acqua morta.

I produttori chiedono interventi di manutenzione, opere per eliminare le strozzature verso il mare, per sistemare i fondale così da permettere una maggiore ossigenazione delle acque che da giorni sembrano in agonia.

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Fonte: Il Resto del Carlino