Ad aprile il mercato americano registra il primo +1,6% dopo 10 mesi consecutivi di perdite, ma i consumi interni restano sotto pressione. Il 24 luglio la partita decisiva sui dazi.

Il vino italiano chiude il primo quadrimestre 2026 con esportazioni extra-Ue a -8,5% in valore. Segnale positivo dagli USA, dove aprile registra +1,6% dopo 10 mesi consecutivi di cali. I consumi americani restano sotto pressione (-10,1%), con il Prosecco come eccezione virtuosa. Frescobaldi (Uiv) auspica il rinnovo dell’alleanza commerciale in vista delle nuove tariffe del 24 luglio.

Migliora, ma rimane negativo, il trend delle esportazioni di vino italiano verso i Paesi extra-Ue nel primo quadrimestre di quest’anno, con una performance a valore a -8,5% (il trimestre aveva chiuso a -11%) sul pari periodo 2025, a oltre 1,36 miliardi di euro. A frenare la discesa ha contribuito soprattutto la domanda statunitense.

Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Uiv su dati ufficiali, ad aprile i valori commercializzati verso gli USA hanno segnato una lieve inversione di rotta (+1,6%), dopo 10 mesi consecutivi di pesanti perdite. Il risultato porta il saldo del quadrimestre sul mercato americano a -15,4%, alleggerendo di cinque punti il passivo del solo primo trimestre (-20,5%). Una boccata d’ossigeno – rileva l’Osservatorio – che incide poco su un mercato ancora compresso, ma che può rappresentare un primo timido segnale di riequilibrio, a patto che si riattivino adeguatamente i consumi. Da luglio 2025 allo scorso aprile la contrazione per il vino italiano oltreoceano è stata del 20% e del 29% per quelli francesi.

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Se l’export registra lievi segnali di recupero, lo stesso non si può dire per i consumi americani di vino. Secondo l’Osservatorio Uiv su base SipSource(piattaforma che misura i flussi della distribuzione verso i punti vendita americani), i primi 5 mesi si sono chiusi con un ulteriore gap generale dei volumi consumati dagli statunitensi, a -10,1%.

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Fonte: WineMeridian.com

 

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