Risultati incoraggianti sono emersi dall’assemblea 2025 del Consorzio di tutela Asiago DOP. L’obiettivo è fare della DOP un propulsore del territorio.

Cresce la voglia di Asiago DOP… e non solo della nota località turistica di montagna, fresco riparo dalla calura estiva, ma del formaggio Dop che dall’altopiano vicentino prende il nome. Il bilancio 2025, secondo i dati diffusi dal Consorzio di tutela, si è chiuso con risultati di assoluto rilievo: crescita della produzione del 8,3 per cento rispetto al 2024, ma anche aumento delle quotazioni all’ingrosso e un incremento dei consumi sul mercato italiano del 4 per cento a volume e 11,3 a valore.

Nel 2025 sono state prodotte oltre 1,6 milioni di forme di Asiago Dop, per un fatturato alla produzione di 181 milioni di euro, aumentato del 16,6 per cento. Crescono sia l’Asiago fresco che, in percentuale, soprattutto quello stagionato.

Non solo dati: il nuovo Regolamento europeo (2024/1143) ridisegna il suolo del Consorzi di tutela, riconoscendo loro una funzione esplicita nello sviluppo di servizi territoriali complementari (l’art. 32 riconosce ufficialmente, tra le funzioni dei Consorzi, la gestione delle attività turistiche).

Per il Consorzio tutela formaggio Asiago, in un momento in cui il turismo legato alla scoperta delle produzioni lattiero-casearie vive un momento di crescita, questo significa l’apertura di una fase che chiede di ripensare la Dop come un vero “ecosistema” in cui produttori, istituzioni, università, operatori del turismo e del servizi convergono attorno a una visione condivisa.

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Fonte: La Difesa

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