Dodici Paesi UE chiedono alla Commissione europea di rafforzare l’etichettatura obbligatoria d’origine per gli alimenti, con l’obiettivo di aumentare trasparenza, tutela dei consumatori e competitività della filiera agroalimentare europea. Ad Italia, Austria e Francia si aggiungono altri 9 Stati membri. Coldiretti: “primo importante riscontro politico della direzione da noi indicata”

Si allarga il fronte dei Paesi dell’Unione Europea decisi a rafforzare il sistema di etichettatura obbligatoria d’origine ed estenderla “al maggior numero possibile di prodotti alimentari”. Una richiesta rilanciata e avanzata ancora una volta alla Commissione Europea, in occasione del Consiglio Ue Agrifish in corso a Bruxelles, dagli Stati Membri in prima linea rispetto al tema, ovvero Italia, Austria e Francia, ma sostenuti stavolta anche da Bulgaria, Croazia, Finlandia, Grecia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Spagna.

Un “corpo” composto da 12 soggetti che hanno promosso una discussione informale tra i Ministri europei dell’Agricoltura, tornando a insistere su una questione già sollevata più volte negli anni e della quale anche associazioni di categoria, come Coldiretti in primis, si sono fatte più volte promotrici, raccogliendo anche oltre un milione di firme, consegnate direttamente al Commissario Europeo alla Salute Olivér Várhelyi nell’ultimo incontro a Roma a Palazzo Rospigliosi, per chiedere l’obbligo dell’indicazione di origine su tutti gli alimenti commercializzati nell’Unione Europea, o con mobilitazioni nazionali come la più recente al Brennero, dove 10.000 agricoltori sono scesi in piazza per denunciare le distorsioni del codice doganale europeo e della norma dell’ultima trasformazione sostanziale, che consente a prodotti stranieri di diventare formalmente made in Italy dopo lavorazioni minime effettuate nel nostro Paese.

A Bruxelles, i 12 Paesi hanno denunciato che la “trasparenza per i consumatori e la parità normativa tra produttori europei ed extraeuropei rimangono insufficienti”, invitando l’esecutivo europeo ad accelerare la revisione del regolamento sull’informazione alimentare ai consumatori per “garantire maggiore trasparenza ai consumatori, rafforzare la posizione degli agricoltori europei e sostenere la sovranità alimentare dell’Ue”.

La misura consentirebbe “ai consumatori di compiere scelte di acquisto informate, rafforzerebbe la posizione degli agricoltori europei nella catena di approvvigionamento alimentare e contribuirebbe a migliorare la sovranità alimentare e a rafforzare la resilienza dell’agricoltura europea”, si legge nella nota informativa.

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Fonte: Wine News.it