Bilancio UE e agricoltura: torna la spaccatura tra Nord e Sud, a cui si aggiungono anche i Paesi dell’Est. I firmatari favorevoli anche a nuovo debito in comune e rimborso graduale di NGEU. Francia e Germania insistono invece per investire soprattutto in ricerca, innovazione, digitale e difesa
Prende velocità il negoziato diplomatico sul futuro bilancio europeo 2028-2034. I Paesi membri hanno tenuto ieri un dibattito di orientamento nel quale sono state confermate (per ora) le tradizionali posizioni dei governi.
Sedici governi hanno firmato un documento nel quale hanno difeso la spesa per la coesione e l’agricoltura
Soprattutto si sono detti favorevoli a nuovo debito in comune per finanziare beni pubblici europei e un rimborso graduale del NextGenerationEU. «Il dibattito tra i ministri per gli Affari europei è stato utile – ha affermato Marilena Raouna, la viceministra cipriota per gli Affari europei che ha presieduto la riunione ministeriale di ieri -. Posso confermare che a breve presenteremo una proposta di schema negoziale, con specifiche cifre per posta di bilancio (…) Vi sono ancora divergenze tra i Paesi membri, ma stiamo lavorando per ridurre le differenze. Vediamo già potenziali zone di compromesso» (landing zones, in inglese).
In questo contesto, l’Italia e altri 15 Paesi del Sud e dell’Est Europa (Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Spagna, Croazia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia) hanno chiesto di rivedere la proposta di bilancio presentata dalla Commissione europea (si veda Il Sole 24 Ore del 17 luglio 2025).
I pilastri
Oltre alla posta dedicata all’amministrazione comunitaria, gli altri pilastri sono dedicati alla coesione e all’agricoltura (865 miliardi di euro), alla competitività economica (410 miliardi) e all’azione esterna (200 miliardi). Nel loro documento i 16 Paesi notano innanzitutto che nella proposta «la politica della coesione, dell’agricoltura e della pesca sono le uniche politiche soggette a riduzioni in termini reali, nonostante l’aumento complessivo della dotazione del nuovo bilancio europeo».
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Fonte: Il Sole 24 Ore


