Dagli accordi di Bruxelles con il Sud America e Nuova Delhi una riduzione delle tariffe di almeno 8 miliardi che cerca di scongiurare gli effetti dei dazi USA sull’Export UE
Tra un mese, il prossimo 1° maggio, entrerà ufficialmente in vigore l’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e i Paesi del Mercosur. Le sessantamila imprese europee che esportano in Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay – di cui circa 13 mila italiane – potranno vendere i loro prodotti a un prezzo inferiore grazie al taglio dei dazi, che verranno gradualmente azzerati per circa il 91% delle merci. A beneficiarne saranno soprattutto i settori industriali, la chimica, la farmaceutica, ma anche l’abbigliamento. Un risparmio calcolato in 4 miliardi di euro l’anno che, a regime, dovrebbe avere un impatto di circa 80 miliardi di euro sull’economia europea.
Ed è di circa 4 miliardi anche il taglio dei dazi previsto dall’intesa raggiunta nelle scorse settimane con l’India, che aprirà le porte a un mercato di 1,45 miliardi di persone con l’obiettivo di «raddoppiare» le esportazioni entro il 2032.
I produttori di vini – soprattutto quelli italiani – non vedono l’ora che entri in vigore, dato che oggi il mercato è sbarrato da dazi che arrivano fino al 150%. Ma per vederne gli effetti bisognerà attendere ancora un po’ di tempo, in quanto l’iter di approvazione e di ratifica dell’accordo non è ancora iniziato: i governi Ue e il Parlamento europeo dovranno dire la loro.
Stesso discorso per l’ultimo arrivato nella lista degli accordi commerciali, quello con l’Australia: in questo caso l’Ue punta a far salire del 33% le esportazioni verso il Paese dell’emisfero Sud grazie al taglio di circa un miliardo di euro di dazi. Al tempo stesso, l’intesa garantirà all’Ue anche un accesso privilegiato al “tesoro minerario” del Paese. Si tratta di tre tasselli fondamentali della politica commerciale dell’Unione europea che, dopo un periodo di stagnazione nei negoziati, si è rinvigorita in seguito alle tensioni con gli Stati Uniti di Donald Trump.
Nei giorni scorsi, l’Europarlamento ha dato il suo via libera all’intesa commerciale firmata nel luglio scorso in Scozia, pur considerandola sbilanciata. La guerra dei dazi scatenata dall’inquilino della Casa Bianca ha seminato grande incertezza nel commercio globale e così l’Ue ha cercato di fare squadra con alcuni «partner affidabili», rifugiandosi in una serie di accordi guardati con molto scetticismo da determinati settori produttivi europei, in primis quello agricolo.
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Fonte: La Stampa


