L’Istat certifica il calo dell’export verso l’America per l’effetto negativo dei dazi a gennaio: -6,7%. Bene Cina, Svizzera e Austria, negativa la bilancia commerciale dell’Ue, von der Leyen verso l’intesa con l’Australia
Il saldo è positivo per poco più di un miliardo di euro e l’export è stabile: a gennaio il sistema Italia sembra ancora resistere alle tempeste internazionali. Ma in realtà l’impatto negativo di guerre tariffarie e sconvolgimenti geopolitici emerge ampiamente se si guarda un po’ più in dettaglio ai dati di gennaio pubblicati dall’Istat: per le esportazioni i segni più sono solo tre e riguardano Svizzera (+15,5%), Cina (+14,6%) e, nell’Unione europea, l’Austria (+5,1%).
Per il resto ci sono solo indicazioni di cali delle esportazioni, con picchi significativi per i Paesi del Mercosur: -18,4% in attesa dell’applicazione provvisoria del trattato stipulato con Bruxelles, che dovrebbe abbattere il 90% dei dazi reciproci.
Dati negativi del 16,1% per il Giappone e del 12,3% per il Regno Unito. Male gli Stati Uniti (-6,7%): spicca il calo pesante dell’export agroalimentare (-27%), dei prodotti tessili (-22,9%) e di quelli in legno (-21,2%), proprio quel made in Italy che a lungo ha considerato gli Usa il mercato di sbocco per eccellenza. «In questo scenario – rileva il presidente dell’Ice Matteo Zoppas – diventa ancora più importante rafforzare la presenza delle imprese italiane nei mercati ad alto potenziali individuati dal Piano d’azione dell’export promosso dal ministero degli Esteri».
Vale anche per l’Unione europea nel suo complesso: la presidente Ursula von der Leyen sta per firmare, all’inizio della prossima settimana, l’ennesimo accordo di libero scambio, stavolta con l’Australia. E intanto i dati Eurostat di gennaio riferiti all’area euro sono decisamente peggiori rispetto a quelli italiani: la bilancia commerciale è in deficit di 1,9 miliardi (male soprattutto le vendite di macchinari e veicoli) e le esportazioni di beni sono in calo del 7,6% su base annua
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Fonte: La Repubblica


