Salvatore Daino, presidente del Consorzio Arancia di Ribera: “dopo le difficoltà idriche arriva la grandine: danni stimati tra i 4 e i 5 milioni di euro”.
È calcolato tra i 4 ed i 5 milioni di euro il danno procurato dalla grandinata della settimana scorsa all’Arancia di Ribera Dop. L’area colpita, con agrumeti che hanno lasciato sul terreno anche 1’80 per cento del prodotto non ancora raccolto, comprende territori riberesi come quelli di Piana Grande e Borgo Bonsignore e zone di Cattolica Eraclea e Montallegro. Chicchi di ghiaccio di grosse dimensioni hanno colpito gli agrumeti per diversi minuti, provocando la caduta prematura dei frutti, gravi lesioni sulla buccia delle arance rimaste sugli alberi e danni strutturali alle piante. Un impatto che compromette non solo la quantità, ma soprattutto la qualità del raccolto.
Le arance colpite dalla grandine presentano ammaccature e spaccature che le rendono invendibili sul mercato del fresco, destinandole — nella migliore delle ipotesi — alla trasformazione industriale, con ricavi nettamente inferiori. «È un colpo durissimo — racconta il presidente dell’Arancia di Ribera Dop, Salvatore Daino —. Non ci voleva proprio. Eravamo in una fase delicata della campagna, dopo mesi di sacrifici e dopo aver superato, almeno in parte, le difficoltà legate alla crisi idrica. Poi sono arrivate le piogge torrenziali, accompagnate da ventiforti che hanno già colpito molti agrumeti. Adesso si è aggiunta anche la grandine. Vedere il raccolto distrutto in pochi minuti è devastante».
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Fonte: Il Giornale di Sicilia


