Le Arance Rosse di Sicilia IGP sono oggi il terzo marchio ortofrutticolo IGP italiano per valore e quantità. Germania e Francia hanno le quote di import principali con segnali positivi anche dal Nord Europa e dagli Stati Uniti. Cresce l’e-commerce

Dimenticate le immagini degli anni ’80 e ’90, quando montagne di arance restavano invendute e finivano al macero in favore di un prodotto estero più economico. Oggi l’Arancia Rossa di Sicilia Igp racconta una filiera strutturata, capace di reggere le tensioni del mercato globale senza perdere posizionamento.

La campagna 2024-2025 si è chiusa con oltre 26 milioni di chilogrammi commercializzati, più di tre milioni dei quali provenienti da agricoltura biologica. Un risultato significativo in un’annata segnata da eventi climatici estremi, che hanno inciso sulla disponibilità di materia prima. La produzione ha comunque tenuto, soprattutto nel segmento del fresco, che ha mantenuto i volumi della stagione precedente con 21,3 milioni di chilogrammi, mentre l’industria di trasformazione ha registrato una lieve flessione.

Per Gerardo Diana, presidente del Consorzio di tutela, si tratta di un dato che va oltre le aspettative: «Abbiamo mantenuto la quota del fresco nonostante una disponibilità ridotta. E il risultato di un lavoro condiviso tra agricoltori, confezionatori e distribuzione, che conferma la solidità della filiera». A sostenere il quadro contribuisce anche la crescita del valore di mercato, con un aumento del prezzo all’origine che rafforza la percezione del prodotto come segmento premium, spinta dalla riconoscibilità del marchio IGP.

Un segnale che rafforza la tenuta delle aziende e rende più stabile la programmazione. L’Arancia Rossa di Sicilia Igp occupa oggi il terzo posto in Italia per valore e quantità tra i prodotti ortofrutticoli a Indicazione Geografica, alle spalle delle grandi filiere melicole.

Sul fronte internazionale il posizionamento continua a rafforzarsi: Germania e Francia restano i principali mercati di riferimento, con il 29 e il 23 per cento dell’export, mentre cresce l’interesse da Regno Unito, Nord Europa e Stati Uniti. «L’obiettivo resta vendere meglio — sottolinea Diana — consolidando l’identità dell’Igp come sintesi di qualità, origine e sostenibilità». In questa direzione si inserisce anche la collaborazione con Ita Airways nell’ambito dell’iniziativa “Viaggio nelle Eccellenze”, promossa da Origin Italia, Fondazione Qualivita e Ministero dell’Agricoltura.

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Fonte: La Repubblica – Affari&Finanza