Accordo UE-India. Bene l’export di chimica, macchinari e cibo. Le Associazioni del vino Uiv e Federvini: “Col taglio delle tariffe i nostri prodotti potranno essere più competitivi”

«Finalmente. Da domani inizieremo a lavorare per capire quanto per noi possa essere significativo. Di certo è un’opportunità» racconta Mario Bivone di Poderi Colla, cantina piemontese che esporta vino in mezzo mondo, dai Caraibi a Taiwan, mentre incontra buyer internazionali alla manifestazione di settore “Grandi Langhe” in corso a Torino.

Anche se non si tratta di volumi significativi e lo sforzo burocratico è molto impegnativo, il fatto che pure un’azienda piccola guardi all’India per diversificare i mercati di riferimento rende l’idea dell’importanza dell’accordo con il Subcontinente.

Secondo l’Ue dovrebbe «raddoppiare», l’interscambio tra i due blocchi in beni e servizi, che ammonta oggi a circa 180 miliardi di euro l’anno. L’intesa firmata dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen liberalizza gli scambi bilaterali, creando di fatto un mercato composto da circa 2 miliardi di persone: l’India ha una classe media stimata ormai a oltre 400 milioni di persone (poco meno degli abitanti Ue, anche se il potere d’acquisto è diverso). E apre alle imprese un Paese con un Pil di 3.400 miliardi di euro.

Cifre alla mano l’interscambio dell’Ue con gli Usa valeva 1.680 miliardi di euro nel 2024, quello con il Mercosur cuba circa 111 miliardi, mentre quello con l’India arriva a 180. Complessivamente, i due accordi valgono, sulla carta, meno di un quinto dell’interscambio con gli States. Tuttavia, le intese consentiranno una crescita del commercio dell’Ue con i due blocchi, compensando in parte le perdite che potrebbero materializzarsi sul fronte Usa.

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Fonte: La Stampa