Un settore che in Europa vale 75 miliardi di euro di fatturato. Piano annunciato dal commissario Ue all’Agricoltura, Christophe Hansen

È in arrivo un piano d’azione europeo per valorizzare, e dare ulteriore impulso, ai prodotti agroalimentari (cibi, vini e spirits) che vantano un’indicazione geografica come Dop, Igp e Sgt, e che in Europa realizzano 75 miliardi di euro di fatturato, di cui 20,7 miliardi nel 2024 (+3,5%) in Italia, dove si contano 897 prodotti tipici e 183mila operatori.

I dettagli del Piano UE

Il piano è stato annunciato dal commissario Ue all’Agricoltura, Christophe Hansen, intervenuto a Siena al settimo Forum europeo sulla qualità alimentare organizzato dalla Fondazione Qualivita, al quale hanno partecipato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, l’ex commissario europeo Franz Fischler, il “padre” italiano delle normative agricole europee Paolo De Castro, oltre ai rappresentanti delle associazioni Origin che riuniscono i consorzi di tutela dei prodotti a indicazione geografica (Ig), non solo “grandi” come Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Mozzarella di bufala campana, Gorgonzola, Prosciutto San Daniele, o vini come Prosecco e Chianti, ma anche i “piccoli” consorzi come quello della Cinta senese o dell’olio di Brisighella.

«I prodotti a indicazione geografica sono una storia di successo sia in Italia che in Europa – ha detto Hansen – e la Commissione europea vuol fare in modo che il successo continui, cercando di diffondere questi prodotti anche negli altri Paesi europei (oggi sono concentrati in Italia, Francia, Spagna e Portogallo, ndr). Per questo la Commissione nel 2027 ha intenzione di adottare un piano d’azione per le indicazioni geografiche, così da delineare una strategia per attuare il recente regolamento Ue 1143 del 2024». Per dar corpo a questo impegno, il commissario Hansen ha poi firmato un Memorandum of Understanding con le associazioni Origin.

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Il «libro verde» delle indicazioni geografiche

La richiesta di un piano d’azione, del resto, è arrivata dalla stessa Fondazione Qualivita, che in occasione del Forum ha celebrato i 25 anni di attività diretta a valorizzare i prodotti di qualità e ha presentato un “libro verde” sul futuro delle indicazioni geografiche. Il libro contiene una serie di azioni considerate necessarie per dare un futuro ai prodotti tipici

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Fonte: Il Sole 24 Ore