Il settore retail italiano cresce e punta sulla sostenibilità nonostante pressioni competitive, revisioni normative, tensioni sulle filiere e nuovi comportamenti di consumo
In Italia il retail sta diventando uno dei laboratori più dinamici del cambiamento economico. Tra pressioni competitive, revisioni normative, tensioni sulle filiere e nuovi comportamenti di consumo, la distribuzione moderna è entrata in una fase di trasformazione strutturale che ne ridefinisce ruolo, investimenti e responsabilità sociali.
«La distribuzione modera sta attraversando una trasformazione profonda e conserva, anzi rafforza, un ruolo strategico per il Paese. Non solo perché garantisce opportunità di consumo di qualità con la massima convenienza possibile, ma perché oggi le grandi e medie imprese del settore sono nelle condizioni di sostenere investimenti che possono migliorare la vita delle persone», sottolinea Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, la federazione che rappresenta le imprese della distribuzione moderna alimentare e non alimentare.
Una capacità che non riguarda soltanto la dimensione commerciale: gli investimenti della distribuzione, osserva Buttarelli, contribuiscono alla rigenerazione urbana, mantenendo vivi i quartieri e sostenendo l’imprenditoria diffusa anche nelle aree interne.
«La differenza tra un quartiere dormitorio e un quartiere vivo è la presenza del commercio», ricorda il presidente, «e proprio la distribuzione moderna sta rilanciando attività di prossimità che generano autoimpiego e offrono a molti giovani la possibilità di avviare un percorso imprenditoriale». È in questa evoluzione del ruolo economico e sociale del retail che si inserisce anche la visione della federazione: «Il futuro del settore è quindi un impegno anche per il lavoro di Federdistribuzione, la casa del retail moderno, per contribuire a rappresentare sempre al meglio le necessità delle imprese», osserva Buttarelli.
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Fonte: La Repubblica – Affari&Finanza


