La Fondazione Qualivita accoglie con grande soddisfazione il riconoscimento de “La Cucina Italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale” nella Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco. Un risultato di grande rilievo che valorizza il sistema culturale, produttivo e comunitario alla base dell’identità agroalimentare del Paese.

Questo importante traguardo è il frutto di un grande lavoro portato avanti dall’Italia e dal Governo italiano, che hanno sostenuto con determinazione l’intero percorso, contribuendo in modo decisivo al raggiungimento di questo prestigioso riconoscimento internazionale

Le Indicazioni Geografiche costituiscono un elemento distintivo di questo patrimonio: prodotti legati a territori specifici, frutto di competenze tradizionali e di un rapporto consolidato con l’ambiente, che contribuiscono in modo significativo alla diffusione internazionale della nostra cultura gastronomica.

“Una parte importante del prestigio della cucina italiana nasce dalla presenza di prodotti che esprimono, in modo autentico, l’identità dei territori da cui provengono – evidenzia Cesare Mazzetti, Presidente della Fondazione Qualivita. Le DOP e le IGP portano con sé tradizioni, saperi e valori che arricchiscono molte preparazioni riconosciute in tutto il mondo. Il legame tra questi prodotti, le comunità che li producono e le regole che ne garantiscono l’autenticità è un contributo essenziale alla credibilità e alla riconoscibilità della nostra cucina nel mondo. Per questo nell’edizione dell’Atlante Qualivita 2026, appena uscita con Treccani, abbiamo voluto inserire una sezione specifica dedicata alla Cucina Italiana e ai patrimoni riconosciuti dall’Unesco che hanno un legame con i prodotti a Indicazione Geografica dell’Italia, la cultura dei territori e le comunità”.

Fonte: Fondazione Qualivita