Le esperienze autentiche legate a vino e cucina sono il modo migliore per sfuggire all’overtourism. A dirlo “L’Indice dell’Italia senza folle” 2026, by Dolcecharm, su dati Istat. Il 66% si trova a più di 20 km dai comuni italiani più visitati
Per chi intende organizzare una piccola fuga turistica tra l’autunno e l’inverno 2026, e tra ponti, Immacolata e feste, senza incappare nel fenomeno dell’overtourism e costringendosi a zigzagare tra una folla di persone per svolgere qualsiasi attività, l’esperienza autentica legata al vino e alla cucina è in assoluto la scelta migliore.
A dirlo è il curioso “Indice dell’Italia senza folle” 2026, un’elaborazione della piattaforma italiana Dolcecharm, che si basa su dati Istat e del Ministero della Cultura, e che spiega come il turismo enogastronomico sia quello che più si allontana dalla folla dal momento che il 66% di queste esperienze autentiche (è la percentuale più alta) tra cibo e vino si trovano a più di 20 km dai 100 comuni più visitati d’Italia, con il 43%, invece, situate in un piccolo borgo (sotto i 5.000 abitanti), il 39% nelle aree interne e l’8% in comuni sopra i 600 metri di altitudine.
A seguire, ci sono il turismo naturalistico con il 65% delle esperienze autentiche che si trovano oltre 20 km da uno dei 100 comuni più visitati d’Italia, poi benessere (56%), barca e mare (48%) e tour in città (25%). Nel complesso, le esperienze autentiche sono distribuite in 595 comuni, in tutte e 20 le regioni.
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Fonte: Wine News.it


