Le cantine italiane trasformano l’accoglienza in un pilastro strategico. Oltre il 60% registra un aumento delle vendite dirette, mentre l’82% dei visitatori cerca esperienze immersive. Investimenti in crescita e una nuova guida racconta il fenomeno
Il turismo del vino in Italia non è più un’attività collaterale per le aziende vitivinicole, ma si sta affermando come una leva concreta e strategica di sviluppo economico. Secondo i dati dell’Osservatorio ilGolosario Wine Tour, oltre il 60% delle cantine intervistate dichiara un incremento delle vendite dirette grazie alle attività enoturistiche, con quasi una realtà su quattro che segnala aumenti compresi tra l’11% e il 30% .
Un quadro confermato dal primo rapporto sul turismo enologico realizzato da UniCredit e Nomisma, che stima per il 2025 un valore complessivo di oltre 3 miliardi di euro generato dalle visite in cantina, con un’incidenza media del 21% sul fatturato delle aziende vinicole . Un comparto in forte crescita, che secondo l’Osservatorio Nazionale del Turismo del Vino ha registrato un +16% nel 2024 rispetto all’anno precedente, con una spesa media per enoturista di 400 euro.
Un viaggio “con gusto” che si conferma una scelta culturale ed economica, capace di valorizzare territori e filiere certificate, come evidenzia il 2° Rapporto Turismo DOP di Fondazione Qualivita, che nel 2025 ha censito 667 attività legate alle Dop e Igp, in crescita del 12% rispetto al 2024 .
Millennials protagonisti e la domanda di esperienze “totali”
Tra i cambiamenti più evidenti emerge la composizione del pubblico. I Millennials rappresentano oggi il segmento più dinamico, indicato da quasi il 70% delle aziende come il gruppo che mostra la crescita più significativa nella richiesta di esperienze legate al vino . Una nuova generazione di appassionati che cerca qualcosa di più di una semplice degustazione.
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Fonte: TeatroNaturale.it


