Si moltiplicano i casi di contagi di peste suina in Toscana, centinaia di esemplari soppressi e ora la razza rischia di sparire. Ma tecnici e ambientalisti si oppongono: “Rischio per la biodiversità”

Trasferire i maialini, con l’operazione Arca di Noè, dall’inferno al paradiso. Negli ultimi mesi in Toscana si stanno moltiplicando i casi di peste suina: dopo i contagi fra i cinghiali la malattia si è diffusa, da giugno in poi, anche in alcuni allevamenti della regione costringendo alla soppressione di centinaia di esemplari.

Fra questi, anche i maiali neri con la classica fascia più chiara: quelli della razza suina Cinta Senese che dal 2012 è riconosciuta a livello europeo come marchio Dop, denominazione di origine protetta riservata alle carni di questi animali che devono essere nati, allevati e macellati in Toscana secondo la tradizione e le regole del Consorzio di tutela.

Il problema è che di esemplari di questa razza ne restano pochissimi: circa 3000 disseminati fra i vari allevamenti toscani, soprattutto nella provincia di Siena. Di recente, dopo i casi di contagi, sono stati soppressi 300 esemplari per sicurezza. Se la peste suina dovesse diffondersi anche fra la Cinta, si teme dunque la possibile scomparsa di questa razza Dop così pregiata.

Peste suina africana, la Regione Toscana nomina un commissario straordinario

L’operazione Arca di Noè.
Da qui, nelle ultime ore sta nascendo l’idea di una sorta di operazione “Arca di Noè”: portare 9 esemplari di Cinta Senese sull’isola di Pianosa, in modo da preservarne il patrimonio genetico per il futuro.
Una sorta di mossa di sicurezza – da attuare nel paradiso della piccola isola di Pianosa (10 chilometri quadrati preservati dalle riserve istituite dal Parco dell’arcipelago toscano) – per salvare la razza dall’inferno della peste.
L’idea, per ora solo come ipotesi, è stata esposta dal presidente della Regione Eugenio Giani che in un recente incontro con sindaci dell’Isola d’Elba ha prospettato il trasferimento, parlando solo di pochi esemplari da custodire a Pianosa.

[…]

In attesa di capire se l’arca “salperà” o meno, restano però le fondate paure del Consorzio di tutela della Cinta senese che parla di “seria sopravvivenza a rischio della Cinta, una delle razze suine autoctone più antiche e rappresentative del patrimonio agroalimentare italiano”, spiegano ricordando i focolai di Comano, in provincia di Massa Carrara, e i casi si suini morti in un allevamento di San Marcello Piteglio (Pistoia), poi risultati positivi al virus.

[…]

Fonte: La Repubblica.it