IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Dominique Chambon, Delegato oriGIn France: La sostenibilità delle Indicazioni Geografiche è ambientale, ma anche economica e sociale: questi pilastri non possono essere separati.

Le Indicazioni Geografiche rappresentano un modello agricolo territoriale concreto, capace di unire qualità, identità e sostenibilità. La riforma europea del 2024 raffor­za il sistema IG, riconoscendo un ruolo centrale ai gruppi di produttori, migliorando la protezione giuridica e in­troducendo con maggiore forza il tema della sostenibilità come principio guida.

L’esperienza francese, ricordata attraverso il centenario dell’AOP Roquefort, dimostra che la sostenibilità va inte­sa in senso integrato. Il cambiamento climatico impone azioni ambientali urgenti, ma la sopravvivenza delle filiere dipende anche dalla capacità delle IG di garantire reddito, occupazione non delocalizzabile e continuità sociale nei territori. Con l’adozione del nuovo regolamento, la sfida principale diventa l’attuazione uniforme nei diversi Stati membri. Un Piano d’Azione Europeo sulle IG appare indi­spensabile per tradurre la riforma in strumenti operativi, rafforzare la visibilità del sistema e sostenere concreta­mente i produttori.

Attenzione particolare viene rivolta ai sistemi di etichetta­tura e scoring nutrizionale. Iniziative come il Nutri-Score, pur nate con finalità di trasparenza, non tengono conto delle specificità delle IG e rischiano di produrre effetti di­storsivi, sia economici sia culturali. Anche il futuro della PAC rappresenta un nodo critico: il mantenimento di un budget agricolo robusto e di strumenti dedicati alle IG è essenziale, soprattutto per le aree svantaggiate e monta­ne. Le IG restano una politica agricola territoriale efficace, da proteggere e rafforzare.

Fonte: Consortium 29 / N° 04/2025