Al World Buffalo Congress di Sorrento il Consorzio indica le sfide per una filiera da 1,2-1,3 miliardi di euro: nuove tecnologie per superare i limiti di shelf life e raggiungere mercati lontani come Stati Uniti e Giappone, lotta ai falsi anche con l’intelligenza artificiale e valorizzazione della carne di bufala.
Le video interviste di ADN Kronos
Saccani, direttore Consorzio tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP: “Aprire all’innovazione per difendere la tipicità”
“Sembra una contraddizione, ma per mantenere la tipicità dobbiamo aprire la porta all’innovazione”. Lo ha detto Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, a margine del ‘World Buffalo Congress’ a Sorrento. Per il direttore le nuove tecnologie sono la leva per superare i limiti di shelf life e logistica che oggi concentrano l’export sui mercati vicini, a partire dalla Francia, e raggiungere piazze più lontane come Stati Uniti e Giappone, senza rinunciare all’eccellenza qualitativa, unica base su cui competere.
Raimondo, presidente Consorzio tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP: “Siamo come cani da tartufo contro i falsi”
“Siamo come i cani da tartufo, sempre in giro a cercare di scovare qualche furbo dell’ultimo minuto”. Così Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop, racconta la lotta alle imitazioni, che da un anno si avvale anche dell’intelligenza artificiale, con il problema dei falsi concentrato soprattutto in Europa e oltreoceano. A chiusura della tre giorni che ha portato in Campania circa 700 iscritti da 150 Paesi, Raimondo ricorda il peso di una filiera da 1,2-1,3 miliardi di euro e indica le sfide: tecnologia senza dimenticare “la ricetta del nonno” e la valorizzazione della carne di bufala, ancora poco consumata in Italia.
Fonte: ADN Kronos


