Per celebrare la Cucina Italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco, l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani e la Fondazione Qualivita presentano un’edizione speciale dell’Atlante Qualivita 2026

L’Italia è in festa per la proclamazione da parte dell’Unesco della Cucina Italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, e per celebrare questo riconoscimento l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani e la Fondazione Qualivita presentano un’edizione speciale dell’Atlante Qualivita 2026 – Anniversario n. 25, che, edito da Treccani, è la più esaustiva e aggiornata raccolta dell’offerta italiana di prodotti a Indicazione Geografica, riunendo e documentando tutto il patrimonio delle produzioni agroalimentari e vitivinicole Dop, Igp, Stg e delle bevande spiritose Ig.

Con 897 schede prodotto, 3 sezioni dedicate ai comparti cibo, vino e bevande spiritose, 11 nuovi prodotti inseriti, 507 schede aggiornate, 18 schede Patrimonio Unesco e 1.612 immagini, l’Atlante Qualivita Treccani 2026 racconta, in 1.088 pagine, un patrimonio di ricchezza economica e culturale che viene censito nella sua complessità e varietà, delineando una mappa quanto mai esaustiva del territorio italiano e della qualità delle sue produzioni.

Curato da Mauro Rosati, dg Fondazione Qualivita, e realizzato con la collaborazione di consorzi, istituzioni e organismi di controllo, l’Atlante Qualivita 2026 illustra le denominazioni registrate, le filiere e i disciplinari e racconta storia e valore economico e culturale dei prodotti Dop e Igp, che costituiscono la base di quella che oggi viene definita la Dop Economy (che nel 2024 ha generato un valore di 20,7 miliardi di euro, ndr), neologismo presente nel Vocabolario Treccani per indicare il ruolo strategico delle produzioni a Indicazione Geografica nel sistema agroalimentare italiano e il profondo legame tra prodotti, territori e comunità.

[…]

“I prodotti agroalimentari e vitivinicoli a Indicazione Geografica – ha spiegato Mauro Rosati, dg Fondazione Qualivita – sono la base della cucina italiana: senza la loro qualità e la loro presenza sui mercati, le nostre ricette non avrebbe potuto raggiungere una diffusione culturale così ampia. Per questo la pubblicazione di questo Atlante è uno strumento essenziale per raccontare la peculiarità della nostra cultura enogastronomica compresa quella della cucina: ci ricorda che un prosciutto Dop non è un prosciutto qualsiasi, che un formaggio Dop non è un formaggio qualsiasi. Il lavoro di aggiornamento che, edizione dopo edizione, realizziamo sulle 897 schede prodotto presenti nell’opera ci consente di raccontare quell’aderenza al contesto – ai territori, alle comunità, alle regole – che ogni prodotto deve mantenere per potersi chiamare Dop o Igp”.

[…]

Fonte: winenews.it