Accordo UE-Mercosur, nuove opportunità per l’export del Made in Italy in un’area da oltre 260 milioni di consumatori. Attesa la progressiva riduzione dei dazi su vini, spiriti e prodotti agroalimentari di qualità.
L’avvio dell’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur, annunciato dalla Presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen a seguito della ratifica da parte di Argentina e Uruguay, è accolto con favore dalle principali rappresentanze del settore agroalimentare e vitivinicolo italiano: Unione Italiana Vini (UIV), Consorzio Italia del Gusto e Federvini. Le tre organizzazioni convergono nel considerare questo passaggio un’opportunità strategica per rafforzare la proiezione internazionale del Made in Italy, in un contesto globale caratterizzato da crescenti incertezze commerciali.
Un cambio di passo per la politica commerciale europea
“Il deciso cambio di passo sul fronte della politica commerciale riflette un’Unione Europea finalmente unita, attenta a sostenere le imprese attraverso l’apertura di nuovi mercati”, dichiara Lamberto Frescobaldi, Presidente di Unione Italiana Vini. “In un momento di tensione e incertezza nel primo mercato di sbocco per il settore del vino, dobbiamo cogliere ogni opportunità di sviluppo del business, continuando a lavorare in sinergia con le istituzioni, dal Governo all’Agenzia Ice, per organizzare un piano straordinario di promozione in grado di sostenere l’export made in Italy“.
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Un mercato ad alto potenziale per il vino italiano
Secondo l’analisi dell’Osservatorio UIV, l’area Mercosur conta oltre 250 milioni di consumatori e, per ragioni storiche e culturali, rappresenta un contesto potenzialmente ricettivo per i vini europei e italiani. Fino ad oggi, i vini europei destinati al Brasile hanno subito rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti a causa dei dazi all’importazione. Una progressiva eliminazione nell’arco dei prossimi otto anni potrà incidere positivamente sulla competitività delle imprese in un mercato che attualmente viaggia a bassi regimi: l’import di vino in Brasile sfiora i 500 milioni di euro l’anno, mentre la quota italiana si ferma a 42,5 milioni di euro, circa l’8% del totale. Vale la pena ricordare che il Brasile è attualmente l’unico tra i principali Paesi extra-UE a chiudere l’anno con una crescita in valore delle importazioni di vino italiano.
L’accordo riveste importanza strategica non soltanto per il comparto vitivinicolo, ma per l’intero sistema agroalimentare italiano. La progressiva eliminazione di dazi ancora elevati e la tutela dei prodotti di qualità a indicazione geografica protetta (IGP) rappresentano due leve fondamentali per rafforzare ulteriormente la competitività delle produzioni Made in Italy nel Mercosur.
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Fonte: Wine Meridian.com


