Si avvicina il riconoscimento UE per il Peperoncino di Calabria, che ha visto presentata la domanda di registrazione come IGP sulla gazzetta europea: l’iter procedurale è quasi concluso, c’è di tempo tre mesi per eventuali opposizioni. I produttori: «Ora vanno attivate nuove strategie di promozione e commercializzazione»

Dici Calabria e pensi peperoncino rosso piccante, che più piccante non si può. Perché, del resto, «Quando un calabrese chiede il peperoncino e lo versa religiosamente e in maniera sacrale su tutte le pietanze, non compie soltanto un atto alimentare: egli sta parlando della storia e della cultura della propria regione».

E questa l’espressione ripresa nel Disciplinare di produzione di Indicazione geografica protetta, parafrasando lo scrittore Vito Teti nel suo libro Storia del peperoncino, per meglio indicare il collante inscindibile tra Calabria e peperoncino.

La Commissione europea ha appena approvato la domanda di registrazione del Peperoncino di Calabria IGP (Indicazione Geografica Protetta) e l’ha pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

Ora scatta il conto alla rovescia, entro tre mesi, le autorità di uno Stato membro o di un paese terzo, oppure una persona fisica o giuridica avente un interesse legittimo, possono presentare alla Commissione un’opposizione.

Di fatto, però, l’iter procedurale può dirsi concluso e segna: «un passaggio decisivo che tutela la qualità e l’origine di uno dei simboli più forti della nostra terra, valorizzando il lavoro dei produttori e l’identità agricola della Calabria», ha dichiarato Gianluca Gallo, assessore regionale all’Agricoltura, che ha sempre sostenuto la produzione.

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Fonte: L’Economia – Corriere del Mezzogiorno