Logo e disciplinare di produzione, il distretto del cappello fermano-maceratese punta al marchio europeo per il primo prodotto non agroalimentare.
Il cappello al pari di un’eccellenza agroalimentare, come il Ciauscolo IGP o i Maccheroncini di Campofilone IGP. Il distretto del cappello e della calzatura fermano-maceratese si candida infatti al marchio di tutela IGP (Indicazione Geografica Protetta) dell’Unione europea, e sarebbe il primo caso di riconoscimento per un prodotto non agricolo o alimentare.
La candidatura ha preso le mosse con un incontro in Provincia, a Fermo, che ha sancito attraverso la firma di una serie di protocolli d’intesa il progetto condiviso da istituzioni, associazioni di categoria e rappresentanze produttive, per rilanciare una delle filiere più identitarie del territorio. Ci sono grandi aspettative per gli effettivi benefici che il riconoscimento dell’Ue potrebbe portare.
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Oggi il distretto del cappello fermano-maceratese conta una novantina di aziende, circa 1.350 addetti e un fatturato complessivo che si aggira sui 100 milioni di euro all’anno, contribuendo per circa il 70% alla produzione italiana di cappelli. Il distretto fermano-maceratese com prede i Comuni di Montappone, Massa Fermana, Monte Vidon Corrado e Falerone nel Fermano, Loro Piceno, Sant`Angelo in Pontano e Mogliano nel Maceratese.
Fonte: Il Resto del Carlino


